cilazapril monoidrato 5,22 mg (pari ad anidro 5 mg).
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| Clearance creatinina | Dose iniziale di Inibace | Dose massima di Inibace |
| > 40 ml/min | 1 mg una volta al giorno | 5 mg una volta al giorno |
| 10 - 40 ml/min | 0,5 mg una volta al giorno | 2,5 mg una volta al giorno |
| < 10 ml/min | 0,25 - 0,5 mg una-due volte alla settimana in base alla risposta pressoria | |
Nei pazienti che necessitano di emodialisi, l'Inibace deve essere somministrato nei giorni nei quali non viene effettuata la dialisi e la dose deve essere adattata in base alla risposta pressoria.
Ipertensione nefro-vascolare
Il trattamento con Inibace dovrebbe essere iniziato con una dose di 0,5 mg o inferiore, poiché questi pazienti possono rispondere al trattamento con ACE-inibitori con una diminuzione della pressione più pronunciata rispetto ai pazienti con ipertensione essenziale. La dose di mantenimento deve essere adattata individualmente.
Pazienti anziani
Il trattamento con Inibace deve essere iniziato con 1/4 di compressa da 5 mg (1,25 mg) una volta al giorno. Successivamente la dose di mantenimento deve essere adattata in base alla risposta individuale della pressione arteriosa.
Come con altri ACE-inibitori, rari casi di angioedema sono stati descritti in pazienti in trattamento con Inibace. Poiché questa sindrome può essere associata a edema della glottide, Inibace deve essere sospeso e si deve instaurare immediatamente una terapia appropriata nel caso in cui vi sia interessamento di faccia, labbra, lingua, glottide e/o laringe.
Ipotensione sintomatica
Occasionalmente, durante la terapia con ACE-inibitori è stata segnalata ipotensione sintomatica, specie in soggetti con deplezione di sodio o di liquidi collegata a vomito, diarrea, pre-trattamento con diuretici, dieta iposodica o dopo dialisi.
Pazienti con scompenso cardiaco congestizio, specialmente coloro che assumono alte dosi di diuretici dell'ansa, possono manifestare una marcata diminuzione della pressione arteriosa in risposta agli ACE-inibitori. Questa dovrebbe venire trattata mantenendo il paziente in posizione supina e somministrandogli eventualmente soluzione fisiologica o succedanei del plasma. Dopo aver corretto l'ipovolemia, si può riprendere la terapia con Inibace. Tuttavia, se la sintomatologia permane, la dose deve essere corretta o il farmaco deve essere sospeso.
Cirrosi epatica
Nella rara eventualità in cui pazienti con cirrosi epatica dovessero necessitare della terapia con Inibace, questa andrà instaurata iniziando con la dose minima possibile (0,5 mg o inferiore) e la pressione monitorata fino a stabilizzazione, poiché potrebbe verificarsi ipotensione marcata.
Insufficienza renale
Pazienti con insufficienza renale necessitano di una posologia ridotta, in relazione alla loro clearance della creatinina (vedere "Norme posologiche particolari"). Come con altri ACE-inibitori, in soggetti ipertesi con stenosi unilaterale o bilaterale dell'arteria renale si possono osservare aumenti dell'azotemia e/o della creatininemia. Tali aumenti sono di solito reversibili dopo interruzione della terapia con Inibace e/o diuretici.
Poiché il potassio sierico può aumentare in alcuni pazienti con insufficienza renale, durante la terapia con ACE-inibitori i livelli del potassio devono essere controllati frequentemente a intervalli regolari, in base alla funzionalità renale.
Chirurgia, anestesia
L'uso di ACE-inibitori in associazione con anestetici dotati anche di attività ipotensiva può causare ipotensione arteriosa. In questo caso, si consiglia di aumentare la volemia per mezzo di infusioni endovenose o - se tale misura non è sufficiente - con infusione di angiotensina II.
Iperpotassiemia
Nel trattamento con ACE-inibitori, la presenza delle seguenti condizioni può determinare maggior rischio di iperpotassiemia: insufficienza renale, uso contemporaneo di diuretici risparmiatori di potassio, supplementi di potassio e/o sostituti salini contenenti potassio.
Neutropenia, agranulocitosi
Il trattamento con altri ACE-inibitori è stato, in rari casi, associato ad agranulocitosi e a depressione midollare, in particolare in pazienti con associata insufficienza renale e/o collagenopatia. Pur non essendosi mai verificata tale evenienza con Inibace, è consigliabile eseguire controlli periodici dei globuli bianchi in pazienti con insufficienza renale e/o collagenopatie.
Uso in pediatria
Non sono ancora disponibili dati inerenti l'efficacia e la sicurezza del farmaco nei bambini.
I medicinali non vanno tenuti a portata di mano dei bambini.
Come con altri ACE-inibitori, l'uso contemporaneo di Inibace e farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) può diminuire l'effetto antiipertensivo di Inibace. Ciò non sembra accadere qualora i pazienti siano trattati con Inibace prima della somministrazione dei FANS.
Per le interazioni con diuretici tiazidici e risparmiatori di potassio vedere le precauzioni e le norme posologiche particolari.
Nei pazienti in trattamento contemporaneo con ACE-inibitori e litio sono stati descritti aumenti dei livelli ematici di litio e sintomi di intossicazione da litio. Pertanto, la contemporanea somministrazione dei due farmaci dovrebbe essere fatta con cautela ed i livelli ematici di litio controllati frequentemente.
La contemporanea somministrazione di un diuretico può accrescere la tossicità del litio.
La somministrazione contemporanea di ACE-inibitori e farmaci antidiabetici (ipoglicemizzanti orali o insulina) può causare un aumento dell'effetto ipoglicemizzante di questi ultimi, con maggiore rischio di ipoglicemia, soprattutto durante le prime settimane di trattamento combinato ed in pazienti con funzionalità renale compromessa.
L'uso di ACE-inibitori è stato inoltre associato ai seguenti effetti collaterali:
-Cardiovascolari: ipotensione, all'inizio del trattamento ed in occasione di incremento posologico. Raramente è stata osservata ipotensione sintomatica, accompagnata da senso di vertigini, debolezza e nausea, che però può verificarsi nei soggetti con grave ipovolemia e deplezione salina, come ad esempio nei pazienti in trattamento con diuretici, in quelli sottoposti a dialisi o in quelli affetti da grave insufficienza cardiaca congestizia (vedere "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso"). Raramente sono state osservate sincopi.
-Renali: in determinati pazienti il trattamento con ACE-inibitori può compromettere la funzione renale (vedere "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").
-Gastrointestinali: dispepsia. In rari casi possono verificarsi alterazioni del gusto, elevazione degli enzimi epatici e della bilirubina.
-Allergiche: reazioni di ipersensibilità accompagnate da prurito, eruzioni cutanee e a volte febbre, comunque reversibili con la sospensione della terapia. In rari casi durante il trattamento con ACE-inibitori può verificarsi edema angioneurotico (vedere "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").
-Neurologiche: insonnia, nervosismo, sonnolenza e parestesia.
Altri effetti indesiderati possibili sono dispnea e iperidrosi.
Si possono inoltre riscontrare alterazioni dei parametri clinici di laboratorio, quali aumento dell'azoto ureico e della creatininemia, soprattutto nei pazienti con insufficienza renale o in quelli precedentemente trattati con diuretici, modificazioni della crasi ematica (vedere "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").
Poiché il trattamento con ACE-inibitori fa diminuire la secrezione di aldosterone, può verificarsi durante la terapia un aumento della potassiemia. Pertanto, va evitato l'impiego contemporaneo di diuretici risparmiatori di potassio (quali, ad esempio, spironolattone, amiloride e triamterene) o la somministrazione supplementare di potassio (vedere "Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso").
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Inibace è un inibitore altamente specifico ad azione prolungata dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE), in grado di ridurre l'attività del sistema renina - angiotensina - aldosterone e quindi di determinare una riduzione della pressione sistolica e diastolica (in posizione supina ed eretta).
Inibace è efficace in tutti i gradi di ipertensione arteriosa, come terapia di prima scelta. Se necessario, Inibace può essere associato ad altri farmaci antiipertensivi, quali ad esempio diuretici non risparmiatori di potassio, betabloccanti o calcio-antagonisti.
L'effetto antiipertensivo di Inibace compare di norma entro la prima ora dalla somministrazione ed il massimo dell'attività si osserva da tre a sette ore dopo l'assunzione. Generalmente la frequenza cardiaca non viene modificata. Non si ha induzione di tachicardia riflessa, sebbene talvolta possono evidenziarsi alterazioni della frequenza cardiaca, prive di importante significato clinico.
Alle dosi raccomandate, l'effetto antiipertensivo di Inibace si prolunga per 24 ore. In alcuni pazienti alla fine dell'intervallo tra le somministrazioni, l'effetto antiipertensivo può attenuarsi. L'efficacia antiipertensiva dovrebbe essere valutata dopo quattro settimane di terapia adattando eventualmente il dosaggio del farmaco.
L'effetto antiipertensivo di Inibace si mantiene nei trattamenti a lungo termine. In caso di improvvisa sospensione della terapia, non si osserva una rapida risalita della pressione arteriosa.
In pazienti con una normale funzionalità renale, i livelli sierici del potassio durante il trattamento con Inibace permangono nei limiti della norma mentre possono aumentare in soggetti che assumono contemporaneamente diuretici risparmiatori di potassio.
In pazienti con compromissione della funzione renale, il filtrato glomerulare e il flusso ematico renale rimangono generalmente immodificati con Inibace, nonostante una riduzione clinicamente significativa della pressione.
L'ipertensione arteriosa è associata ad uno sviluppo di ipertrofia vascolare dovuta ad un aumento di spessore della tunica arteriosa media. È stato dimostrato, nell'animale, che l'Inibace diminuisce questa ipertrofia vascolare a livello coronarico, carotideo, renale, mesenterico con conseguente aumento del flusso sanguigno coronarico e cerebrale.
Il cilazaprilato è eliminato immodificato per via renale, con una emivita effettiva di 9 ore dopo somministrazione singola giornaliera di Inibace. In pazienti con insufficienza renale sono state osservate concentrazioni plasmatiche di cilazaprilato più elevate rispetto a soggetti normali, poiché l'eliminazione del farmaco è inferiore quando la clearance della creatinina è ridotta. In pazienti con insufficienza renale di grado estremo non si verifica alcuna eliminazione; l'emodialisi riduce la concentrazione del cilazapril e del cilazaprilato, anche se in misura limitata.
Nei pazienti anziani le concentrazioni plasmatiche del cilazaprilato possono essere più elevate del 40% e l'eliminazione inferiore del 20% rispetto ai pazienti più giovani. Variazioni simili nella farmacocinetica possono manifestarsi in soggetti con cirrosi epatica media o grave.
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Non è prevista ricostituzione del prodotto.
14 compresse "Inibace 5" 5 mg.
Piazza Durante, 11 - 20131 Milano (MI)