MUPHORAN
Flacone di polvere sterile:
Principio attivo:
Fotemustina (D.C.I.) mg 208,0
La soluzione ricostituita ha un volume di ml 4,16 (ossia mg 200 di fotemustina in ml 4 di soluzione)
Polvere e solvente per soluzione per infusione endovenosa.
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Piastrine (/mm3) |
Granulociti (/mm3) |
Percentuale della dose da somministrare |
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N>100.000 |
N>2.000 |
100% |
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100.000>N>80.000 |
2.000>N>1.500 |
75% |
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1.500>N>1.000 |
50% |
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N<80.000 |
N<1.000 |
rinvio del trattamento |
Si raccomanda un intervallo di 8 settimane tra l’inizio della terapia d’attacco e l’inizio della terapia di mantenimento. Si raccomanda inoltre un intervallo di 3 settimane tra due cicli di mantenimento.
Un controllo dei parametri biologici e di funzionalità epatica è consigliato alla fine di ciascun ciclo di chemioterapia.
Prima di procedere alla somministrazione endovenosa del farmaco è opportuno verificare che il paziente abbia un accesso venoso integro, al fine di evitare uno stravaso. Se ciò dovesse accadere, sciacquare abbondantemente la vena con una soluzione di glucosio al 5% (4 ml/min), immobilizzare l’arto e raffreddarlo con una borsa del ghiaccio per evitare il diffondersi della perfusione.
In vitro non è stata osservata alcuna interazione con cisplatino e metoclopramide a livello di legame con le proteine plasmatiche.
Alcuni casi di tossicità polmonare (ADRS), probabilmente dovuti a inibizione della 06-alchil-transferasi sono stati osservati in seguito a somministrazione contemporanea (nello stesso giorno) di fotemustina e dosi elevate di dacarbazina. La somministrazione dei due farmaci nello stesso giorno deve essere pertanto evitata.
L’associazione deve essere fatta secondo lo schema di seguito riportato:
fotemustina 100 mg/m2/die nei giorni 1 e 8
dacarbazina 250 mg/ m2/die nei giorni 15,16,17 e 18.
MUPHORAN è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.
Non segnalati.
I principali effetti indesiderati manifestatisi nel corso degli studi clinici sono di natura ematologica. La tossicità ematologica è ritardata e caratterizzata da trombocitopenia (40,3%) e leucopenia (46,3%) il cui picco si verifica rispettivamente: 4-5 settimane e 5-6 settimane dopo la prima dose della terapia d’attacco. La leucopenia può essere accompagnata da rischio di sepsi.
L’ematotossicità può essere accresciuta da precedente chemioterapia e/o dalla associazione con altri farmaci in grado d’indurre tossicità emopoietica.
Possono ugualmente osservarsi:
nausea e vomito moderati nelle due ore successive all’infusione (46,7%)
aumenti moderati, transitori e reversibili delle transaminasi, della fosfatasi alcalina e della bilirubina (29,5%).
Più raramente nel corso degli studi clinici sono stati riscontrati:
episodi febbrili (3.3%)
flebite e pigmentazione al sito d’iniezione (2.9%)
diarrea (2.6%)
dolori addominali (1.3%)
aumento transitorio dell’urea (0.8%)
prurito (0.7%)
disturbi neurologici transitori e reversibili (disturbi della coscienza, parestesie, ageusia) (0.7%).
sindrome da stress respiratorio acuto dell’adulto (ADRS) (vedere:Interazioni).
flebite in caso di stravaso (vedere: Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso).
Rari casi di tossicità polmonare (ADRS) sono stati osservati in associazione con la dacarbazina (vedere: Interazioni).
Episodi di sindrome mielodisplasica e di leucemia sono stati riportati in pazienti in trattamento prolungato con nitrosouree.
In caso di sovradosaggio si raccomanda di intensificare i controlli ematologici.
Non si conoscono antidoti.
La fotemustina è un agente citostatico antimitotico della famiglia delle nitrosuree, ad azione alchilante e carbamilante, e un ampio spettro d’attività antitumorale a livello sperimentale.
La sua formula chimica contiene un bioisostero dell’alanina (acido amino-1 etilfosfonico) che ne facilita la penetrazione cellulare e il passaggio attraverso la barriera emato-encefalica.
In conseguenza delle azioni alchilante e carbamilante, la fotemustina esercita una potente azione citostatica sulle cellule in mitosi, provocando un accumulo di cellule in fase G2M.
La fotemustina non ha alcuna attività di inibizione a livello epatico e polmonare o, a livello renale, sulla glutatione reduttasi. In studi di immunotossicità ha mostrato una scarsa attività NK cellulare.
Gli studi clinici condotti nell’indicazione “Melanoma maligno disseminato” hanno dimostrato l’efficacia della fotemustina sia in termini di percentuale di risposta che di durata della risposta e attraverso i risultati ottenuti nelle metastasi a localizzazione cerebrale.
La percentuale di risposta (tutti i siti) è del 20%, con una durata media della risposta variabile tra 18 e 26 settimane. Nelle metastasi cerebrali la percentuale di risposta è del 23%, con una durata media di risposta di 11 settimane (range: da 2 a 25 mesi).
Nell’uomo, dopo infusione endovenosa, i livelli plasmatici diminuiscono rapidamente e dopo 3 ore il farmaco non è più rilevabile nel plasma.Il legame con le proteine plasmatiche è basso (25-30%). La fotemustina attraversa la barriera emato-encefalica. La cinetica d’eliminazione plasmatica è mono o bi-esponenziale con un’emivita terminale breve. La molecola è quasi interamente metabolizzata.
I risultati ottenuti negli animali corrispondono a quelli ottenuti nell’uomo.
Alcool etilico a 95°, acqua per preparazioni iniettabili.
Nessuna segnalata.
La polvere del flacone ha validità 24 mesi, se conservato in frigorifero ad una temperatura compresa tra +2°C e +8°C e al riparo dalla luce.
La soluzione ricostituita deve essere preparata immediatamente prima dell’impiego. Se necessario, può essere conservata per 8 ore a temperatura inferiore a 25°C e al riparo dalla luce, oppure per 72 ore in frigorifero.
Conservare in frigorifero ad una temperatura compresa tra +2°C e +8°C e al riparo dalla luce.
Ciascun astuccio di cartone contiene un flacone di vetro scuro con la polvere liofilizzata sterile e una fiala con la soluzione solvente.
Evitare ogni forma di contatto (cute, mucose) e di assorbimento della soluzione ricostituita. Si consiglia l’uso di una maschera e di guanti di protezione durante la preparazione della soluzione. In caso di contatto accidentale, lavare abbondantemente con acqua. Il materiale contaminato deve essere eliminato in condizioni di perfetta sicurezza.
Preparare la soluzione estemporaneamente. Dissolvere il contenuto del flacone di fotemustina con i 4 ml di soluzione alcolica sterile della fiala poi, dopo aver calcolato la dose da iniettare, diluirla in una soluzione isotonica glucosata al 5%.
ITALFARMACO S.p.A. –Viale F. Testi, 330 – 20126 Milano
029376011
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- [Vedi Indice]
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