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Conc. mg/ml |
Volume ml |
Dose mg |
Inizio attività minuti |
Durata ore |
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ANESTESIA CHIRURGICA |
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Somministrazione epidurale lombare |
|||||
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Chirurgia |
7,5 |
15-25 |
113-188 |
10-20 |
3-5 |
|
10,0 |
15-20 |
150-200 |
10-20 |
4-6 |
|
|
Taglio cesareo |
7,5 |
15-20 |
113-1501) |
10-20 |
3-5 |
|
Somministrazione epidurale toracica |
|||||
|
Blocco per il controllo del dolore post-operatorio |
7,5 |
5-15 (dipende dal livello dell’ iniezione) |
38-113 |
10-20 |
n/a2) |
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Blocco dei nervi maggiori* Blocco del plesso brachiale |
7,5 |
30-40 |
225-300 |
10-25 |
6-10 |
|
Blocco periferico (es.: blocco dei nervi minori ed infiltrazione) |
7,5 |
1-30 |
7,5-225 |
1-15 |
2-6 |
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TRATTAMENTO DEL DOLORE ACUTO |
|||||
|
Somministrazione epidurale lombare |
|||||
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Bolo |
2,0 |
10-20 |
20-40 |
10-15 |
0,5-1,5 |
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Iniezioni intermittenti (top-up) (es.: analgesia del travaglio e del parto) |
2,0 |
10-15 (intervallo minimo 30 min.) |
20-30 |
||
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Infusione continua es.: analgesia del travaglio e del parto controllo del dolore post-operatorio |
2,0 2,0 |
6-10 ml/h 6-14 ml/h |
12-20 mg/h 12-28 mg/h |
n/a2) n/a2) |
n/a2) n/a2) |
|
Somministrazione epidurale toracica |
|||||
|
Infusione continua (controllo del dolore post-operatorio) |
2,0 |
6-14 ml/h |
12-28 mg/h |
n/a2) |
n/a2) |
|
Blocco periferico (es.: blocco dei nervi minori e infiltrazione) |
2,0 |
1-100 |
2,0-200 |
1-5 |
2-6 |
Le dosi riportate in tabella sono quelle ritenute idonee per produrre un adeguato blocco e devono essere considerate come guida per l’uso negli adulti. Possono tuttavia manifestarsi variazioni individuali relativamente ai tempi di inizio attività e durata. Nella colonna “dose” sono riportati gli intervalli di dose mediamente necessari. Testi di riferimento dovrebbero essere consultati sia riguardo gli aspetti che influiscono sulle tecniche specifiche di blocco sia riguardo le esigenze individuali del paziente.
* In riferimento al blocco dei nervi maggiori, può essere consigliata una dose solo per il blocco del plesso brachiale.
Per gli altri tipi di blocco dei nervi maggiori, possono essere richieste dosi più basse. Tuttavia, al momento, non esiste esperienza di specifiche dosi raccomandate per altri tipi di blocco.
1) Si possono somministrare dosi crescenti partendo da una dose di circa 100 mg (97,5 mg = 13 ml; 105 mg = 14 ml) nell’arco di 3-5 minuti. Se necessario si possono utilizzare ulteriori 2 dosi fino ad un massimo di 50 mg.
2) n/a = non applicabile.
In generale, l’anestesia chirurgica (per es. per somministrazione epidurale) richiede l’uso di concentrazioni e dosaggi più elevati. Si consiglia l’utilizzo di Naropina 10 mg/ml per anestesie epidurali in interventi chirurgici ove sia richiesto un blocco motorio completo. Sono consigliati concentrazioni e dosaggi più bassi per l’analgesia (per es. per somministrazione epidurale per il trattamento del dolore acuto).
Metodo di somministrazione
Per evitare la somministrazione intravascolare accidentale si raccomanda una accurata aspirazione prima e durante l’iniezione. Quando deve essere iniettata una dose elevata si consiglia di effettuare una dose test di 3-5 ml di lidocaina con adrenalina. L’accidentale iniezione intravascolare può essere riconosciuta dal temporaneo aumento della frequenza cardiaca, mentre l’accidentale iniezione intratecale può essere riconosciuta da segni di blocco spinale. L’aspirazione dovrebbe essere necessaria prima e durante la somministrazione del farmaco, che deve essere iniettato lentamente o a dosi frazionate, alla velocità di 25-50 mg/minuto, tenendo sotto stretta osservazione i parametri vitali del paziente e mantenendo contatto verbale. Se si manifestano segni di tossicità la somministrazione deve essere immediatamente interrotta.
Nel blocco epidurale in chirurgia, sono state utilizzate e ben tollerate dosi singole fino a 250 mg di ropivacaina.
Nel blocco del plesso brachiale una dose singola di 300 mg è stata somministrata in un numero limitato di pazienti. Tale dosaggio è risultato essere ben tollerato.
Quando si effettuano blocchi prolungati, sia mediante infusione epidurale continua che per somministrazione in boli successivi, deve essere considerato il possibile rischio di raggiungere concentrazioni plasmatiche tossiche o di indurre danno neuronale a livello locale. Dosi cumulative fino a 675 mg di ropivacaina somministrate nell’arco di 24 ore per anestesia chirurgica e analgesia nel periodo post-operatorio sono state ben tollerate negli adulti, così come infusioni epidurali continue fino a 28 mg/h per 72 ore nel periodo post-operatorio. In un numero limitato di pazienti sono state somministrate dosi più alte fino a 800 mg/die con un numero relativamente basso di reazioni avverse.
Per il controllo del dolore post-operatorio si consiglia la seguente tecnica: nel caso non sia già stato indotto prima dell’intervento, si effettua un blocco epidurale con Naropina 7,5 mg/ml somministrata mediante catetere epidurale. L’analgesia viene quindi mantenuta con infusione di Naropina 2 mg/ml: nella maggior parte dei casi di dolore post-operatorio, da moderato a severo, l’infusione di 6-14 ml (12-28 mg)/h mantiene un’analgesia adeguata, soltanto con un blocco motorio lieve e non progressivo. La durata massima del blocco epidurale è di 3 giorni. In ogni caso, dovrebbe essere effettuato un attento monitoraggio dell’effetto analgesico al fine di rimuovere il catetere non appena l’intensità del dolore lo consenta. Con questa tecnica si è osservata una significativa riduzione della necessità di utilizzare oppioidi.
Negli studi clinici è stata somministrata, per un periodo massimo di 72 ore, un’infusione epidurale di Naropina 2 mg/ml, da sola o miscelata con fentanil 1-4 µg/ml, per il controllo del dolore post-operatorio.
La combinazione di Naropina con fentanil può fornire un ulteriore controllo del dolore, ma puo’ essere causa di effetti collaterali dovuti alla somministrazione dell'oppioide.
La combinazione di Naropina e fentanil è stata studiata solo per Naropina 2 mg/ml.
Nel parto cesareo non è documentato l’uso di Naropina a concentrazioni superiori di 7,5 mg/ml.
Bambini da 1 a 12 anni
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Conc. mg/ml |
Volume ml/kg |
Dose mg/kg |
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TRATTAMENTO DEL DOLORE ACUTO (peri e post-operatorio) |
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Somministrazione epidurale caudale Iniezione singola
Blocchi al di sotto del livello T12, in bambini con peso corporeo fino a 25 kg |
2 |
1 |
2 |
La dose indicata in tabella deve essere considerata come guida per l’uso in pediatria. Possono essere necessarie variazioni individuali. In pazienti pediatrici con peso corporeo elevato è spesso necessaria una graduale riduzione del dosaggio che deve essere basata sul peso ideale. I testi di riferimento dovrebbero essere consultati sia riguardo gli aspetti che influiscono sulle tecniche specifiche di blocco sia riguardo le esigenze individuali del paziente.
Metodo di somministrazione
Per evitare la somministrazione intravascolare accidentale si raccomanda una accurata aspirazione prima e durante l’iniezione. I parametri vitali del paziente devono essere tenuti sotto stretta osservazione durante l’iniezione. Se si manifestano segni di tossicità, la somministrazione deve essere immediatamente interrotta.
Nella maggioranza dei pazienti, una singola iniezione epidurale caudale di ropivacaina al di sotto del livello T12 produce un’analgesia postoperatoria adeguata quando viene utilizzata una dose di 2 mg/kg in un volume di 1 ml/kg. Il volume dell’iniezione epidurale caudale può essere adattato per raggiungere una diversa distribuzione del blocco sensoriale, come indicato nei testi di riferimento.
Sono state valutate dosi fino a 3 mg/kg per una concentrazione di ropivacaina pari a 3 mg/ml. Come conseguenza, a questa concentrazione si è associata un’elevata incidenza di blocco motorio.
E’ raccomandata una somministrazione graduale della dose calcolata di anestetico locale, qualunque sia la via di somministrazione.
Fino a che non saranno disponibili ulteriori dati clinici non è consigliato l’uso di Naropina nei bambini al di sotto dell’anno di età.
Naropina è controindicata nei pazienti con ipersensibilità già nota verso gli altri anestetici locali di tipo amidico.
Bisogna tenere in considerazione le controindicazioni tipiche dell’anestesia epidurale, indipendentemente dall’anestetico locale usato.
Anestesia intravenosa regionale.
Anestesia paracervicale ostetrica.
Ipovolemia.
Le procedure di anestesia regionale devono essere sempre effettuate in aree adeguatamente attrezzate e da personale qualificato.
Inoltre devono essere a immediata disposizione gli strumenti e i farmaci necessari al monitoraggio e al trattamento d’emergenza. Nei pazienti sottoposti a blocco maggiore o che ricevono alti dosaggi, deve essere inserito, prima della procedura, un catetere endovenoso per un eventuale intervento di emergenza. L’anestesista responsabile deve avere esperienza e conoscenze adeguate relativamente a diagnosi e trattamento degli effetti collaterali, alla tossicità sistemica e ad altre complicazioni come un’iniezione subaracnoidea accidentale che può portare ad un blocco spinale alto con apnea e ipotensione. Convulsioni possono verificarsi con maggiore frequenza dopo blocco del plesso brachiale e blocco epidurale. Verosimilmente ciò deriva o da un’accidentale iniezione intravascolare o da un rapido assorbimento dal sito dell’iniezione.
Alcune procedure di anestesia epidurale, come i blocchi a livello cervicale, possono essere associate ad una più elevata frequenza di reazioni avverse serie, indipendentemente dall’anestetico locale utilizzato. Usare cautela per evitare di praticare iniezioni in zone infiammate.
Fino a che non saranno disponibili ulteriori dati clinici non è consigliato l’uso di Naropina nei bambini al di sotto dell’anno di età.
Sebbene l’anestesia regionale sia frequentemente indicata, i pazienti in condizioni generali precarie, a causa dell’età o di altri fattori di compromissione quali blocco parziale o completo della conduzione cardiaca, patologie epatiche in stadio avanzato o gravi alterazioni della funzionalità renale, richiedono una speciale attenzione.
La ropivacaina viene metabolizzata dal fegato e pertanto deve essere utilizzata con cautela in pazienti con grave insufficienza epatica; la somministrazione di dosi ripetute dovrebbe essere ridotta a causa del ritardo nell’eliminazione. Quando Naropina viene utilizzata in dose singola o per trattamenti a breve termine nei pazienti con ridotta funzionalità renale, normalmente non è necessario modificarne la dose.
L’acidosi e la diminuita concentrazione delle proteine plasmatiche, frequentemente osservate in pazienti con disturbi renali cronici, possono aumentare il rischio di tossicità sistemica.
I pazienti affetti da ipovolemia, dovuta a qualsiasi causa, possono essere soggetti ad improvvisa e grave ipotensione durante l’anestesia epidurale, indipendentemente dall’anestetico locale usato.
Una somministrazione prolungata di ropivacaina dovrebbe essere evitata in pazienti trattati contemporaneamente con forti inibitori di CYP1A2, quali fluvoxamina ed enoxacina (vedi 4.5).
Deve essere tenuta in considerazione la possibilità di ipersensibilizzazione crociata con altri anestetici locali di tipo amidico.
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Molto frequenti (>1/10) |
Disturbi vascolari: ipotensione Disturbi gastrointestinali: nausea |
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Frequenti (>1/100) |
Disturbi del sistema nervoso: mal di testa, parestesie, vertigini Disturbi cardiaci: bradicardia, tachicardia Disturbi vascolari: ipertensione Disturbi gastrointestinali: vomito Disturbi urologici e renali: ritenzione dell’urina Disturbi generali e condizioni del sito di somministrazione: rialzo della temperatura, rigor> |
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Poco frequenti (>1/1000) |
Disturbi del sistema nervoso: ipoestesie |
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Rare (>1/10000) |
Disturbi di tipo psichiatrico: ansia Disturbi del sistema nervoso: convulsioni |
Nei bambini, i più comuni effetti collaterali di rilevanza clinica riportati sono: vomito, nausea, prurito e ritenzione urinaria.
Reazioni avverse al farmaco correlate alla classe di appartenenza
Reazioni allergicheLe reazioni allergiche (nelle situazioni più gravi shock anafilattico) in seguito a somministrazione di anestetici locali di tipo amidico sono rare.
Complicazioni neurologicheIndipendentemente dall’anestetico locale utilizzato, sono state associate all’anestesia regionale neuropatie e alterazioni del midollo spinale (per es. sindrome dell’arteria spinale anteriore, aracnoidite, sindrome della cauda equina), che in rari casi possono causare sequele permanenti.
Tossicità acuta sistemicaIn seguito alla somministrazione di dosaggi elevati, Naropina può causare effetti tossici acuti se i livelli plasmatici aumentano rapidamente a causa di iniezione intravascolare accidentale oppure in caso di sovradosaggio (vedi ‘’Sovradosaggio’’ e ‘’Proprietà farmacodinamiche’’).
Sintomi
Tossicità sistemica acuta
L’iniezione intravascolare accidentale di anestetici locali può causare immediati effetti tossici. Nei casi di sovradosaggio il picco di concentrazione plasmatica potrebbe non essere raggiunto tra la prima e la seconda ora, in relazione al sito di iniezione, e pertanto i segni di tossicità potrebbero essere ritardati. Le reazioni di tossicità sistemica possono coinvolgere il sistema nervoso centrale e il sistema cardiovascolare.
Nei bambini, può essere difficile rilevare la comparsa di segni precoci di tossicità acuta sistemica da anestetico locale quando il blocco viene somministrato durante anestesia generale.
Sistema nervoso centrale
La tossicità del sistema nervoso centrale si manifesta gradualmente con sintomi e segni di severità crescente. Inizialmente si rilevano sintomi quali: disturbi visivi o uditivi, ipoestesia periorale, vertigini, leggera euforia, ronzio e parestesia. Gli effetti più severi sono disartria, rigidità muscolare e spasmo muscolare e possono precedere l’instaurarsi di convulsioni generalizzate. Questi sintomi non devono essere confusi con comportamenti eretistici. Possono seguire incoscienza e crisi convulsive che possono durare da pochi secondi ad alcuni minuti. Durante le convulsioni a causa dell’aumentata attività muscolare e di una interferenza con la respirazione, possono rapidamente insorgere ipossia e ipercapnia. Nei casi gravi si può manifestare anche apnea. L’acidosi respiratoria e metabolica aumenta e prolunga gli effetti tossici degli anestetici locali.
Il ritorno del paziente alle condizioni cliniche iniziali è conseguente alla ridistribuzione degli anestetici locali nel sistema nervoso centrale e al successivo metabolismo ed escrezione. Il recupero può essere rapido se non sono state somministrate grandi quantità di farmaco.
Tossicità cardiovascolare
La tossicità cardiovascolare è indice di una situazione più grave. Come risultato di elevate concentrazioni sistemiche di anestetici locali si possono generare ipotensione, bradicardia, aritmia ed anche arresto cardiaco. Nei volontari l’infusione intravenosa di ropivacaina ha indotto una diminuzione della conduttività e della contrattilità.
Gli effetti tossici cardiovascolari sono generalmente preceduti da segni di tossicità del sistema nervoso centrale, a meno che il paziente non abbia ricevuto un anestetico generale o sia stato pesantemente sedato con benzodiazepine o barbiturici.
Trattamento della tossicità acuta
Devono essere a immediata disposizione gli strumenti e i farmaci necessari al monitoraggio ed al trattamento d’emergenza.
La somministrazione di anestetici locali deve essere immediatamente sospesa se compaiono sintomi di tossicità sistemica acuta.
In caso di convulsioni si renderà necessario un trattamento allo scopo di mantenere l’ossigenazione, bloccare le convulsioni e supportare il circolo.
Quando necessario deve essere somministrato ossigeno e la ventilazione deve essere assistita (maschera e pallone di Ambu). Se le convulsioni non cessano spontaneamente in 15-20 secondi deve essere somministrato un anticonvulsivante per via endovenosa. 1-3 mg/kg di tiopentale sodico e.v. può rapidamente bloccare le convulsioni. In alternativa può essere utilizzato diazepam 0,1 mg/kg e.v. anche se la sua azione è più lenta. Le convulsioni muscolari possono essere rapidamente interrotte con succinilcolina, ma i pazienti dovranno essere sottoposti a ventilazione meccanica e a intubazione tracheale.
Se è evidente la depressione cardiovascolare (ipotensione, bradicardia) deve essere somministrata efedrina 5-10 mg e.v. e ripetuta se necessario dopo 2-3 minuti. Ai bambini deve essere somministrato un dosaggio di efedrina adeguato all’ età e al peso.
Se dovesse manifestarsi un arresto circolatorio deve essere immediatamente effettuata la rianimazione cardiopolmonare. E’ di vitale importanza garantire una ossigenazione ottimale, supportare la ventilazione e la circolazione e trattare l’acidosi.
Categoria farmacoterapeutica (codice ATC): N01B B09
Ropivacaina è un anestetico locale di tipo amidico a lunga durata d’azione, che presenta sia effetti anestetici che effetti analgesici. Ad alte dosi produce anestesia chirurgica, mentre dosaggi più bassi inducono un blocco sensitivo con limitato e non progressivo blocco motorio.
Il meccanismo d’azione è ascrivibile ad una riduzione reversibile della permeabilità della membrana delle fibre nervose agli ioni sodio. Ne conseguono la diminuzione della velocità di depolarizzazione e l’aumento della soglia di eccitabilità che si traducono nel blocco degli impulsi nervosi a livello locale.
La proprietà più caratteristica della ropivacaina è la lunga durata d’azione. L’inizio dell’attività e la durata dell’efficacia anestetica dipendono dal sito di somministrazione e dal dosaggio e non sono influenzati dalla presenza di vasocostrittori (es. adrenalina).
Per i dettagli riguardanti l’inizio dell’attività e la durata dell’azione si rimanda alla tabella riportata nella “Posologia e metodi di somministrazione”.
In volontari sani la ropivacaina somministrata in infusione endovenosa è stata ben tollerata a basse dosi. Ad alti dosaggi (dose massima tollerata) si sono manifestati i sintomi attesi a carico del Sistema Nervoso Centrale. Gli studi clinici con questo farmaco indicano un buon margine di tollerabilità se usato in maniera adeguata alle dosi raccomandate.
Nei bambini, è raro rilevare, dopo blocco epidurale caudale, ipotensione e bradicardia.
Ropivacaina ha un centro chirale ed è disponibile come forma enantiomera levogira pura. E’ altamente liposolubile. Tutti i suoi metaboliti hanno un effetto anestetico locale ma di potenza considerevolmente minore e durata più breve rispetto alla ropivacaina.
La concentrazione plasmatica di ropivacaina dipende dal dosaggio, dalla via di somministrazione e dalla vascolarizzazione del sito di iniezione.
Ropivacaina segue una cinetica lineare e la Cmax è proporzionale alla dose. Ropivacaina mostra, nell'adulto, un assorbimento dallo spazio epidurale completo e bifasico, con emivita delle due fasi dell’ordine rispettivamente di 14 minuti e 4 ore. Il lento assorbimento è il fattore limitante nella eliminazione della ropivacaina e questo spiega perché l’emivita apparente di eliminazione dopo somministrazione epidurale è più lunga di quella dopo somministrazione endovenosa.
Ropivacaina presenta una clearance plasmatica media totale dell’ordine di 440 ml/minuto, una clearance renale di 1 ml/minuto, un volume di distribuzione allo steady state di 47 litri ed un’emivita terminale di 1,8 ore dopo somministrazione ev. Ropivacaina ha un rapporto di estrazione epatica intermedia pari a 0,4 e nel plasma è principalmente legata alla glicoproteina a1-acida, con una frazione non legata pari a circa il 6%.
Durante l’infusione epidurale continua è stato rilevato un aumento della concentrazione plasmatica totale correlabile ad un aumento post-operatorio di glicoproteina a1-acida.
Le variazioni della concentrazione della frazione non legata, farmacologicamente attiva, sono state minori di quelle della concentrazione plasmatica totale.
Nei bambini tra 1 e 12 anni è stato dimostrato che la farmacocinetica di ropivacaina dopo anestesia locoregionale non è età correlata. In quasti pazienti la ropivacaina ha una clearance plasmatica totale nell’ordine dei 7,5 ml/min kg, una clearance della frazione plasmatica non legata di 0,15 l/min kg, un volume di distribuzione allo steady state di 2,4 l/kg, una frazione non legata del 5% e una emivita terminale di 3 ore. Ropivacaina mostra un assorbimento bifasico dallo spazio caudale. La clearance legata al peso corporeo in tale gruppo di età è simile a quella degli adulti.
Ropivacaina attraversa rapidamente la placenta e l’equilibrio fra la frazione legata con quella libera viene prontamente raggiunto. Il grado del legame con le proteine plasmatiche nel feto è minore di quello osservabile nella madre; questo determina nel feto una concentrazione plasmatica totale inferiore rispetto alla madre.
Ropivacaina è ampiamente metabolizzata principalmente mediante idrossilazione aromatica. Dopo somministrazione endovenosa l’86% della dose viene eliminata nelle urine e di questa solo l’1% è relativo a farmaco immodificato. Il maggior metabolita è la 3-idrossiropivacaina che per circa il 37% viene escreto nelle urine, principalmente come coniugato. L’escrezione urinaria di 4-idrossiropivacaina, del metabolita N-dealchilato e del 4-idrossidealchilato è pari all’1-3%. La 3-idrossiropivacaina (coniugata + non coniugata) mostra concentrazioni determinabili solo nel plasma.
Il quadro metabolico è risultato simile nei bambini al di sopra di 1 anno.
Non ci sono evidenze di una racemizzazione in vivo della ropivacaina.
In base agli studi farmacologici convenzionali di tollerabilità, di tossicità di dosi singole e ripetute, di tossicità riproduttiva, di potenziale mutagenico, e di tossicità locale non si sono evidenziati rischi per gli esseri umani, a parte quelli attesi in base all’azione farmacodinamica di alte dosi di ropivacaina (quali ad esempio segni a carico del SNC, comprese convulsioni, e cardiotossicità).
Sodio cloruro
Acido cloridrico
Sodio idrossido
Acqua per preparazioni iniettabili
Non sono state studiate compatibilità con altre soluzioni diverse da quelle indicate al punto 6.6.
Nelle soluzioni alcaline possono verificarsi precipitazioni in quanto la ropivacaina è scarsamente solubile a pH superiore a 6.
Fiale (Polyamp): 3 anni a confezionamento integro.
Sacche per infusione (Polybag): 2 anni a confezionamento integro.
Non conservare al di sopra di 30°C. Non congelare.
Naropina 2 mg/ml
5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp) da 10 ml in blister sterile
5 sacche sterili in polipropilene (Polybag) da 100 ml in blister sterile
5 sacche sterili in polipropilene (Polybag) da 200 ml in blister sterile
Naropina 7,5 mg/ml
5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp) da 10 ml in blister sterile
Naropina 10 mg/ml
5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp) da 10 ml in blister sterile
Le fiale in polipropilene (Polyamp) sono specificamente progettate per adattarsi a siringhe con attacco Luer Lock e Luer.
La specialità è priva di conservanti ed è monouso. Eventuali residui di soluzione devono essere eliminati. Il contenitore primario integro (Polyamp / Polybag) non deve essere risterilizzato.
La soluzione per infusione di Naropina contenuta nelle sacche di polipropilene (Polybag) è compatibile dal punto di vista chimico e fisico con i seguenti farmaci:
| Concentrazione di Naropina: 1-2 mg/ml | |
|
Farmaco |
Concentrazione* |
|
Fentanil citrato |
1,0-10,0 microgrammi/ml |
|
Sufentanil citrato |
0,4-4,0 microgrammi/ml |
|
Morfina solfato |
20,0-100,0 microgrammi/ml |
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Clonidina cloridrato |
5,0-50,0 microgrammi/ml |
* L’intervallo di valori di concentrazione riportato in tabella è più ampio rispetto a quanto utilizzato nella pratica clinica. Le infusioni epidurali di Naropina/sufentanil citrato, Naropina/morfina solfato e Naropina/clonidina cloridrato non sono state valutate in studi clinici.
Le miscele sono stabili dal punto di vista chimico e fisico per 30 giorni, se conservate a temperatura compresa tra 20 e 30°C, ma da un punto di vista microbiologico, le miscele devono essere utilizzate immediatamente. Se ciò non avviene, le condizioni e i tempi di conservazione prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore, queste, in ogni modo, non devono superare le 24 ore a temperatura compresa tra 2 e 8°C.
AstraZeneca S.p.A. – Palazzo Volta - Via F. Sforza - 20080 Basiglio (MI)
Naropina 2 mg/ml
5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp) da 10 ml in blister sterile - AIC n. 032248027/M
5 sacche sterili in polipropilene (Polybag) da 100 ml in blister sterile - AIC n.032248078/M
5 sacche sterili in polipropilene (Polybag) da 200 ml in blister sterile - AIC n.032248080/M
Naropina 7,5 mg/ml
5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp) da 10 ml in blister sterile - AIC n. 032248104/M
Naropina 10 mg/ml
5 fiale sterili in polipropilene (Polyamp) da 10 ml in blister sterile - AIC n. 032248167/M
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30.10.1996 / 15.09.2000
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Dicembre 2002.