Malattia di Paget - Osteoporosi - Morbo di Sudeck.
100 U.l. al giorno, o a giorni alterni, per via sottocutanea o intramuscolare. Dopo il miglioramento della sintomatologia, si possono ridurre le somministrazioni a 50 U.l. al giorno. In caso di necessità, si può incrementare il dosaggio a 200 U.l. al giorno.
Ipercalcemia di varia origine
5-10 U.l. per kg di peso corporeo al giorno, somministrando per iniezione endovenosa lenta, in 2-4 dosi refratte nelle 24 ore, oppure per infusione goccia a goccia, in 500 ml di soluzione fisiologica, in un arco di almeno 6 ore. L'infusione endovenosa goccia a goccia è il metodo più efficace e dovrebbe essere sempre impiegata nei casi di emergenza o di particolare gravità.
Durata del trattamento
Nella malattia di Paget ed in altre affezioni croniche, la terapia deve essere sempre continuata per diversi mesi. In caso di trattamento profilattico, o curativo a lungo termine, si verifica una marcata riduzione del tasso plasmatico, della fosfatasi alcalina e dell'escrezione urinaria dell'idrossiprolina, spesso fino a livelli normali.
Il dolore viene parzialmente o interamente ridotto
In rari casi i tassi della fosfatasi alcalina e dell'escrezione della idrossiprolina possono aumentare dopo una iniziale caduta: in tal caso, il medico deve giudicare, sulla base del quadro clinico, se la terapia deve essere continuata. Dopo uno o più mesi dalla interruzione del trattamento, si possono nuovamente verificare disordini del metabolismo osseo che necessitano di un nuovo ciclo di terapia.
Dopo parecchi mesi di trattamento con il farmaco ad alti dosaggi, si potrebbero sviluppare, in alcuni pazienti, anticorpi alla salcatonina, di titolo generalmente basso: tale evenienza non è correlata a perdita di efficacia del farmaco. È possibile che il fenomeno sia analogo a quanto avviene in pazienti diabetici nei quali, frequentemente, si sviluppano anticorpi antinsulina che, raramente, manifestano una resistenza clinica all'insulina.
Il trattamento di pazienti a letto deve essere accompagnato da un controllo frequente della fosfatasi alcalina sierica e della escrezione urinaria di idrossiprolina.
In casi molto rari, la calcitonina, essendo un polipeptide, può dare luogo ad insorgenza di reazioni di ipersensibilità locali o generalizzate: qualora si osservi tale sintomatologia, ed essa sia sicuramente riferibile al farmaco, il trattamento deve essere interrotto, e, se del caso, deve essere istituita una terapia adeguata.
È consigliabile un test per scarificazione (o intradermoreazione) prima della somministrazione, specialmente in pazienti con pregressi fenomeni di allergia.
La Calcitonina non deve essere somministrata ai bambini per più di qualche settimana, salvo diverso motivato parere medico.