Premelle S è costituito da 14 compresse rivestite marroni contenenti estrogeni coniugati naturali e 14 compresse rivestite blu contenenti estrogeni coniugati naturali e medrossiprogesterone acetato (MPA).
Ogni compressa marrone contiene:
Principi attivi: estrogeni coniugati naturali (*) mg 0,625.
Eccipienti: lattosio mg 106; metilcellulosa 15 cps mg 12; magnesio stearato mg 1,2; Shellac polvere mg 1,96; glicole polietilenico 20.000 mg 0,3; gliceril monooleato mg 0,15; calcio solfato anidro mg 10,7; saccarosio mg 124; cellulosa microcristallina mg 7,32; opalux maroon AS 3910 mg 4,31; cera carnauba mg 0,126; titanio biossido mg 0,1.
Ogni compressa blu contiene:
Principi attivi: estrogeni coniugati naturali (*) mg 0,625; medrossiprogesterone acetato mg 5,0.
Eccipienti: lattosio monoidrato mg 106; metilcellulosa 15 cps mg 12,0; magnesio stearato mg 1,2; glicole polietilenico 20.000 mg 0,3; gliceril monooleato mg 0,15; Shellac polvere mg 1,956; calcio solfato anidro mg 10,7; cellulosa microcristallina mg 7,58; saccarosio mg 212,3; titanio biossido mg 0,995; polivinilpirrolidone mg 0,52; FD&C blu n. 2 mg 0,0649; cera carnauba mg 0,157; Opacode S-8-27717-nero mg 0,2.
*Gli estrogeni coniugati sono costituiti da: sodio estrone solfato, sodio equilin solfato, 17a-diidroequilina, 17a-estradiolo, equilenina, 17a-diidroequilenina, 17a-diidroequilina, 17b-diidroequilenina, 17b-estradiolo e D 8,9-deidroestrone.
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| Apparato urogenitale: | emorragia vaginale |
| Apparato cardiocircolatorio: | tromboembolia venosa, embolia polmonare, |
| Ghiandole mammarie: | dolore, dolorabilità al tatto, ingrossamento |
| Apparato digerente: | nausea, crampi addominali, flatulenza, colelitiasi, ittero colestatico, pancreatite. |
| Cute: | alopecia, rash, prurito, irsutismo |
| Apparato oculare: | disturbi visivi |
| Sistema nervoso centrale: | cefalea, nervosismo |
| Altri effetti: | aumento o diminuzione del peso, edema, aggravamento della porfiria. |
Non sono stati riportati casi di sovradosaggio con medrossiprogesterone acetato.
Se dovessero verificarsi casi di sovradosaggio massiccio con gravi problemi medici possono essere effettuate le normali pratiche di evacuazione gastrica, la somministrazione di carbone attivo e la terapia generale di sostegno.
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Il medrossiprogesterone acetato è un derivato sintetico del 17-OH progesterone .
Gli estrogeni sono importanti nello sviluppo e nel mantenimento dell'apparato urogenitale femminile e dei caratteri sessuali secondari. Durante l'età riproduttiva nella donna l'ovaio è la fonte principale di estrogeni anche se la quantità di ormoni circolanti ed escreti varia notevolmente durante il ciclo mestruale. Gli estrogeni inoltre influenzano il rilascio delle gonadotropine ipofisarie.
Man mano che la donna si avvicina alla menopausa, il numero dei follicoli nelle ovaie diminuisce ed i livelli di ormone follicolo-stimolante (FSH) aumentano. I livelli di estradiolo diminuiscono e l'estrogeno dominante nella postmenopausa è l'estrone che è prodotto perifericamente. Verso la fine del periodo perimenopausale l'ormone luteinizzante (LH) inizia ad aumentare. Infine l'endometrio cessa di proliferare soprattutto a causa dei bassi livelli medi degli estrogeni e si instaura l'amenorrea permanente.
Le modificazioni iniziali che si verificano quale risultato di questa riduzione nei livelli dell'ormone circolante sono in gran parte di natura vasomotoria e includono vampate di calore e sudorazioni notturne (con insonnia).
Modificazioni intermedie sono rappresentate da atrofia dell'apparato genitourinario che comporta prurito vulvare, secchezza vaginale e sintomi urinari dovuti ad instabilità della vescica. Un effetto a lungo termine della carenza estrogenica è l'osteoporosi (perdita di massa ossea) ed un aumento dell'incidenza delle malattie cardiovascolari.
Gli effetti farmacologici degli estrogeni coniugati sono simili a quelli degli estrogeni endogeni. Nei tessuti bersaglio gli estrogeni entrano nella cellula e determinano la sintesi di specifico RNA e specifiche proteine.
Per parecchi anni dopo l'inizio della menopausa naturale o indotta, il tasso di perdita della massa ossea è accelerato. La terapia sostitutiva estrogenica rappresenta il sistema di trattamento singolo più efficace per la prevenzione e il trattamento dell'osteoporosi. L'estrogeno riduce il riassorbimento osseo e ritarda o blocca la perdita ossea postmenopausale.
L'uso della terapia con soli estrogeni è stato associato ad un aumento del rischio di iperplasia endometriale, un possibile precursore dell'adenocarcinoma endometriale. I risultati degli studi indicano che l'aggiunta di un progestinico alla terapia estrogeno-sostitutiva per almeno 10 giorni a ciclo riduce l'incidenza di iperplasia endometriale e il conseguente rischio di adenocarcinoma in donne con utero intatto. L'aggiunta di un progestinico alla terapia sostitutiva estrogenica non interferisce con l'efficacia della terapia estrogenica. I risultati degli studi clinici indicano che il medrossiprogesterone acetato somministrato alla dose raccomandata a donne che ricevono 0,625 mg di estrogeni coniugati naturali riduce l'incidenza di modificazioni iperplastiche e può ridurre il rischio di sviluppo di adenocarcinoma.
Attività androgenica ed effetti anabolizzanti del medrossiprogesterone acetato possono essere osservati ad alte dosi ma il farmaco è apparentemente privo di attività estrogenica significativa. La somministrazione parenterale di medrossiprogesterone acetato inibisce la produzione di gonadotropine che a sua volta impedisce la maturazione follicolare e l'ovulazione, anche se i dati disponibili indicano che questo non si verifica quando il dosaggio orale normalmente raccomandato è somministrato in una unica dose giornaliera.
Inoltre, è stata osservata una diminuzione del rischio di malattie cardiache coronariche nelle donne in postmenopausa sottoposte a terapia estrogenica sostitutiva. La somministrazione orale di estrogeni coniugati naturali da soli in donne in postmenopausa aumenta i livelli sierici delle lipoproteine-colesterolo ad alta densità (HDL-C) e diminuisce i livelli delle lipoproteine-colesterolo a bassa densità (LDL-C). Questo migliora il profilo lipidico ed è riconosciuto come fattore responsabile degli effetti benefici degli estrogeni coniugati naturali sul ridotto rischio di malattia cardiaca coronarica nelle donne in postmenopausa. Anche se alcuni di questi effetti vengono modificati dall'aggiunta di medrossiprogeterone acetato, i risultati di uno studio clinico suggeriscono che l'insieme delle modificazioni benefiche nei parametri lipidici osservate con i regimi continuativi combinati e sequenziali di Premelle S erano generalmente le stesse viste durante il trattamento con estrogeni coniugati naturali da soli.
Premelle S associa estrogeni e progestinici per supplire alle carenze estrogeniche ed aiutare a ridurre il rischio di iperplasia endometriale, un possibile precursore dell'adenocarcinoma.
Il medrossiprogesterone acetato è metabolizzato nel fegato principalmente mediante reazioni di idrossilazione.
In uno studio della durata di due anni in cui ratti femmine furono sottoposte a dosaggi orali di medrossiprogesterone acetato fino a 5000 mg/kg/giorno nella dieta (50 volte maggiori - sulla base dei valori di AUC - dei livelli osservati in donne che prendevano 10 mg di medrossiprogesterone acetato), si è verificato un aumento dose-correlato di tumori delle cellule delle insule pancreatiche (adenomi e carcinomi). L'incidenza di tumore del pancreas risultò aumentata con dosaggi di 1000 e 5000 mg/kg/giorno, ma non con 200 mg/kg/giorno.
L'attività cortisonica del medrossiprogesterone acetato a questi alti dosaggi si pensa possa aumentare il glucosio sierico nei ratti; tale aumento stimola per reazione le cellule beta delle insule pancreatiche a produrre insulina. Si pensa che questa stimolazione ripetuta causi i tumori nei ratti. È improbabile che lesioni similari si verifichino nelle donne poiché il sistema endocrino nei ratti è più sensibile agli ormoni rispetto a quello umano. Quando il medrossiprogesterone acetato viene associato con gli estrogeni, il medrossiprogesterone acetato si lega ad un numero minore di recettori glucocorticosteroidei e perciò ha meno effetti sul glucosio plasmatico. Nell'essere umano, la risposta diabetogena al medrossiprogesterone acetato a dosi terapeutiche è scarsa. Inoltre, un'ampia ricerca bibliografica non ha rivelato alcuna evidenza che il medrossiprogesterone acetato causi tumori pancreatici nell'uomo.
28 compresse rivestite
Rappresentante per l'Italia: Wyeth Lederle S.p.A.
Via Nettunense, 90 - Aprilia (LT)
Data di prima commercializzazione: Aprile 1997