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| Proginon Depot | Primolut-Nor | |
| 1a e 2a settimana | 1-2 fiale i.m. la settimana | 1 compressa al dì |
| 3a -7a settimana | 1-2 fiale i.m. la settimana | 1 compressa 2 volte al dì |
| 8a settimana | - | 1 compressa 2 volte al dì |
Trattamento conservativo del carcinoma mammario
Studi clinici hanno dimostrato che Primolut-Nor può avere un effetto benefico sul carcinoma mammario in fase evolutiva.
Come dose di attacco si consiglia 1 compressa di Primolut-Nor 10 mg 3 volte al giorno per un periodo di 6 settimane.
Nel caso non si ottenga la remissione, il dosaggio può essere aumentato fino a 2 compresse di Primolut Nor 10 mg 3 volte al giorno.
Ipersensibilità verso i componenti del prodotto.
Dai risultati di studi epidemiologici si è concluso che l'uso di inibitori dell'ovulazione contenenti estrogeno e progestinico, può aumentare l'incidenza di malattie tromboemboliche. Nonostante Primolut-Nor non contenga estrogeni, bisognerebbe tenere conto della possibilità di un aumentato rischio di queste patologie in particolare in presenza di malattie tromboemboliche nell'anamnesi o gravi forme di diabete con alterazioni vascolari o di anemia drepanocitica.
Come con altri ormoni sessuali steroidei, in casi isolati sono state osservate alterazioni epatiche a carattere benigno e maligno.
In rarissimi casi i tumori epatici possono dar luogo ad emorragie intraaddominali con rischio per la vita. Pertanto la comparsa di disturbi all'ipocondrio, ingrossamento epatico o sintomi di emorragia intraaddominale dovrebbe comportare una diagnosi differenziale per tumore epatico.
Una immediata sospensione del trattamento è indispensabile nelle seguenti situazioni:
insorgenza per la prima volta, o esacerbazione, di emicranie o aumento della frequenza di cefalee di intensità insolita;improvvisi disturbi della vista o dell'udito o altri disturbi della percezione;primi sintomi di tromboflebiti o tromboembolie (dolori insoliti o edema agli arti inferiori), dolore puntorio durante la respirazione o tosse di natura non accertata;sensazione di dolore e costrizione retrosternale;sei settimane prima di un intervento chirurgico e per tutta la durata di uno stato di immobilizzazione, come in caso di incidenti o interventi chirurgici;insorgenza di ittero, epatite, prurito generalizzato;aumento delle crisi epilettiche;sensibile aumento della pressione arteriosa;gravidanza;ipercalcemia (in donne affette da carcinoma mammario).
In caso di alterazioni del test di funzionalità endocrina ed epatica il trattamento dovrebbe essere interrotto ed i tests ripetuti dopo 2 mesi circa.
Lo 0,1% della dose assunta dalla madre può passare nel latte materno.
Per dosi molto elevate (come nel trattamento del carcinoma mammario) possono comparire, in casi isolati, disturbi epatici di tipo colostatico.
Altre reazioni secondarie segnalate sono variazioni della libido, cefalea, vertigini, fenomeni di irritazione nervosa, irsutismo, eruzioni cutanee di tipo emorragico ed eritematoso, variazioni dei test di funzionalità epatica e delle prove di emoagglutinazione.
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L'emorragia simil-mestruale da privazione compare 2-4 giorni dopo sospensione del trattamento
Come tutti gli ormoni sessuali, il noretisterone acetato possiede un effetto inibitorio sulla secrezione delle gonadotropine del lobo anteriore dell'ipofisi: 5 mg di noretisterone acetato /die assunto dal 5° giorno del ciclo è in grado di inibire l'ovulazione.
Come il progesterone, il noretisterone acetato aumenta la temperatura basale: 5 mg di noretisterone acetato al giorno aumentano la temperatura corporea di circa 0,5 °C.
Inoltre l'azione di trasformazione endometriale del noretisterone ha anche un effetto emostatico. Tale influenza a livello dell'endometrio conduce alla interruzione della metrorragia funzionale.
I massimi livelli plasmatici del noretisterone sono raggiunti entro circa 2 ore dopo la somministrazione. La concentrazione decresce in modo bifasico con un'emivita di 1-3 e circa 10 ore. Questi valori rimangono stabili dopo assunzione ripetuta per molti mesi. Le concentrazioni plasmatiche individuali sono diverse: ciò è attribuibile alle differenze individuali della clearance epatica ed alla concentrazione della proteina legante specifica (SHBG).
Circa il 35% del noretisterone si lega a SHBG, 61% all'albumina. Di conseguenza, la frazione di noretisterone plasmatica libera è di circa 3-4%.
Dopo assunzione di 5 mg di Primolut Nor il picco di concentrazione plasmatica di noretisterone raggiunge circa 18 ng/ml, mentre dopo assunzione di 10 mg di Primolut Nor il picco di concentrazione plasmatica raggiunge 25 ng/ml.
A causa dell'effetto metabolico di primo passaggio a livello epatico la biodisponibilità totale del noretisterone è circa 60%; comunque possono esserci significative variazioni individuali. I farmaci induttori di enzimi epatici possono diminuire la biodisponibilità del Primolut-Nor. Il noretisterone passa la barriera ematoencefalica così come quella placentare.
Il noretisterone non viene escreto immodificato. La biotrasformazione si effettua essenzialmente per riduzione dell'anello A, idrossilazione, coniugazione con acido glucuronico e solfato dei metaboliti. Una piccola quota di metaboliti molto idrosolubili viene eliminata molto lentamente dal plasma (con emivita di circa 42/67 ore). Questa aliquota aumenta 3 volte dopo somministrazione giornaliera di noretisterone acetato.
L'escrezione dei metaboliti avviene prevalentemente per via renale e con le feci in un rapporto di 6:4. La porzione maggiore viene escreta con un emivita di un giorno.
In confronto con una sospensione acquosa microcristallina di 10 mg di Primolut Nor, la relativa biodisponibilità del noretisterone acetato è circa del 160% per 5 mg mentre è del 123% per 10 mg. Questo conferma il completo assorbimento del noretisterone acetato dal Primolut Nor.
Studi di tollerabilità sistemica, dopo somministrazione ripetuta di noretisterone acetato, noretisterone enantato o noretisterone, non hanno dato risultati indicativi di rischi inattesi nell'uomo.
Studi di tossicità cronica con dose ripetuta per la valutazione di una potenziale attività tumorigena, non sono indicativi di tale potenzialità in caso di uso terapeutico della sostanza nell'uomo. Comunque si dovrebbe sempre tener presente che gli steroidi sessuali potrebbero stimolare la crescita di tumori e di tessuti ormono-dipendenti.
Studi in vitro per la valutazione della genotossicità non hanno indicato un potenziale mutageno per noretisterone acetato, noretisterone enantato o noretisterone.
Studi eseguiti su animali in merito alla tossicità sulla riproduzione, hanno evidenziato segni di mascolinizzazione nei feti femmine, sia con noretisterone acetato che enantato, se somministrati ad alte dosi nel periodo di formazione dei genitali esterni.
Poiché gli studi epidemiologici hanno dimostrato che questo effetto riguarda anche l'uomo dopo assunzione dei dosaggi più elevati, si può affermare che il Primolut Nor può causare segni di virilizzazione nei feti femmine se somministrato durante la fase di sviluppo ormonosensibile dei caratteri sessuali secondari (ciò dal 45° giorno di gravidanza in poi).
A parte questo non sono stati individuati effetti teratogeni. Non sono stati eseguiti studi sul potenziale sensibilizzante del farmaco perché non ritenuti necessari.
Confezione: 30 compresse da 10 mg.
Rappresentante in Italia:
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