Principio attivo: diazossido mg 100.
Proglicem capsule da 25 mg - Ogni capsula contiene:
Principio attivo: diazossido mg 25.
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| Indicazioni | Adulti | Bambini e ragazzi |
| Ipoglicemia leucino sensibile | -- | 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die) |
| Ipoglicemia idiopatica dell'infanzia | -- | 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die) |
| Tumore insulare | 2,5-15 mg/kg/die (sino a 1000 mg/die) | 5-60 mg/kg/die (sino a 600 mg/die) |
| Neoplasie extrapancreatiche | 2,5-10 mg/kg/die (sino a 600 mg/die) | 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die) |
| Tesaurismosi glicogenica | -- | 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die) |
| Ipoglicemia ad etiologia sconosciuta | 2,5-10 mg/kg/die (sino a 600 mg/die) | 5-20 mg/kg/die (sino a 200 mg/die) |
| Ipoglicemia post-gastrectomia | 2,5-5 mg/kg/die (sino a 300 mg/die) | -- |
Proglicem dovrebbe, per quanto possibile, essere somministrato dopo i pasti.
Si deve tener presente che le formule comuni per ottenere i dosaggi pediatrici non sono applicabili al diazossido orale.
La durata del trattamento con Proglicem varia in base all'indicazione. Nel caso di tumori maligni che provocano ipoglicemia il trattamento può durare indefinitamente. L'ipoglicemia dei bambini e dei ragazzi può regredire spontaneamente, per quanto non possa essere predetta l'età in cui ciò avverrà.
È utile il ricovero ad intervalli regolari di questi pazienti per cercare di ridurre la dose di diazossido e per tentare di rendere più agevole la terapia, cosa che deve essere naturalmente attuata sotto stretto controllo medico.
In caso di mancata risposta terapeutica entro 2-3 settimane il farmaco deve essere sospeso.
Come altri farmaci, Proglicem capsule non deve essere somministrato, se possibile, in gravidanza e durante l'allattamento. Nei casi in cui la vita della gestante è in pericolo si devono valutare i benefici che dalla terapia può trarre la madre contro i rischi degli effetti dannosi a carico del feto o del neonato.
Nei bambini si deve inoltre procedere alla valutazione della crescita e dello sviluppo osseo e psichico. La ritenzione dei liquidi risponde bene, in genere, all'uso contemporaneo di un diuretico benzotiodiazinico orale: poiché i diuretici potenziano l'azione iperglicemizzante del diazossido, in questi pazienti si deve attuare una riduzione proporzionale della dose di Proglicem.
Raramente l'ipopotassiemia rappresenta un problema, anche se il diazossido viene associato ad un diuretico tiazidico.
Le prove sugli animali fanno ritenere che la deplezione potassica possa ridurre l'effetto iperglicemizzante.
Nei pazienti con insufficienza renale si ha un allungamento della emivita plasmatica del farmaco e la necessità di ridurre opportunamente il dosaggio. In tali pazienti è richiesto anche il controllo degli elettroliti sierici.
Durante il trattamento con diazossido per via orale può essere richiesta una riduzione del dosaggio degli anticoagulanti. Può inoltre aversi accentuazione dell'effetto iperglicemizzante ed iperuricemizzante dei tiazidici ed altri diuretici potenti e dell'effetto antiipertensivo di altri farmaci.
L'uso contemporaneo a difenilidantoina può ridurne l'effetto anticonvulsivante.
Sono stati riferiti occasionalmente anche i seguenti effetti collaterali, sebbene lo stato del paziente abbia talvolta reso difficile stabilire quale effetto collaterale sia veramente ascrivibile al farmaco: reazioni dermatologiche (esantema da medicamenti, fotosensibilizzazione), alterazioni ematologiche (alterazione del tasso di emoglobina, diminuzione delle IgG), alterazioni epatorenali (aumento della SGOT e dell'azotemia, ematuria, albuminuria), alterazioni neurologiche (ansia, vertigini, sintomi extrapiramidali), cataratta transitoria e turbe del visus, osteodistrofia, cardiomegalia, galattorrea, ginecomastia, necrosi pancreatica.
Una iperglicemia spiccata da sovradosaggio, eventualmente associata a chetoacidosi, risponde prontamente all'insulina ed al ripristino dell'equilibrio idrico ed elettrolitico; il controllo del paziente deve essere prolungato in considerazione della lunga emivita del diazossido (circa 30 ore).
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Nel cane l'ipoglicemia si accompagna ad aumento di acidi grassi liberi, lattati e piruvati nel siero; nel topo si ha spiccata riduzione del glicogeno epatico e aumento dell'azotemia.
Per somministrazione orale il diazossido provoca clinicamente un pronto aumento della glicemia dose-dipendente, dovuto principalmente alla inibizione del rilascio di insulina oltre ad un effetto extrapancreatico. Il diazossido riduce l'escrezione di sodio e di acqua, col risultato di una ritenzione di liquidi che può essere significativa; per somministrazione orale non si hanno solitamente effetti marcati sulla PA.
Altre azioni sono: aumento della frequenza cardiaca, aumento dell'acido urico nel siero per ridotta escrezione, aumento dei livelli sierici di acidi grassi liberi, ridotta clearance dell'acido paraaminoippurico (PAH) senza effetti apprezzabili sulla filtrazione glomerulare.
Per somministrazione orale il diazossido è assorbito rapidamente, l'effetto iperglicemizzante inizia entro un'ora ed in presenza di una funzione renale normale non dura in genere più di 8 ore; l'emivita plasmatica è di 24 e 36 ore negli adulti e in bambini da 4 mesi a 6 anni di età è variabile da 9,5 a 24 ore per somministrazione orale a lungo termine. L'emivita può essere aumentata in caso di sovradosaggio e nei pazienti con insufficienza renale.
Nel ratto, la somministrazione orale di diazossido alla dose di 400 mg/kg per 3 mesi ha provocato ritardo di crescita, aumento del peso di fegato e reni e ipertrofia surrenalica.
Ad un dosaggio giornaliero maggiore di 1080 mg/kg si sono osservati iperglicemia, aumento del peso epatico e della mortalità. Nel cane, dopo la somministrazione orale di 40 mg/kg/die per un mese, non si sono rilevate anomalie biologiche e microscopiche significative. Il riscontro di cataratta in alcuni animali è stato attribuito alle spiccate alterazioni metaboliche dei carboidrati, per l'aspetto delle modificazioni del cristallino simili a quelle degli animali con iperglicemia sperimentale. La somministrazione di 200 mg /kg per 52 settimane ha provocato riduzione della crescita e aumento del peso di cuore, fegato, surrenali e tiroide, senza variazioni della mortalità. Con dosi di 50,100 e 200 mg/kg/die per 82 settimane, in due studi si sono osservati lieve stimolazione del midollo osseo, aumento di peso del pancreas, ernia inguinale in molti animali, senza differenze di mortalità rispetto ai controlli e, rispettivamente, anoressia con grave perdita di peso e totale assenza di ernie inguinali. Gli studi ematologici, biochimici ed istologici non hanno evidenziato cause di morte diverse dall'inanizione.
Benché i dati non siano conclusivi, gli studi sulla riproduzione e di teratogenesi in molte specie animali indicano che il diazossido somministrato nel periodo critico di formazione dell'embrione può interferire nel normale sviluppo fetale, probabilmente tramite l'alterato metabolismo glucidico. Negli animali trattati a termine di gestazione il parto era occasionalmente prolungato.
La somministrazione endovenosa di diazossido durante la gravidanza a pecore, capre e maiali ha indotto nel feto un apprezzabile aumento della glicemia e degenerazione delle cellule beta delle isole di Langerhans. La reversibilità di questi effetti non è stata studiata.
Gli studi sulla riproduzione con diazossido per via orale nel ratto, hanno evidenziato aumento dei riassorbimenti fetali e ritardi nel parto, nonché anomalie scheletriche fetali.
Per somministrazione endovenosa nel coniglio, si è avuta evidenza di effetti teratogeni scheletrici e cardiaci. Il farmaco ha dimostrato di attraversare la barriera placentare e di provocare degenerazione delle cellule beta del pancreas fetale.
Nel ratto, l'associazione di diazossido ad alte dosi e di clorotiazide è risultata nefrotossica, con iperplasia epiteliale nei tubuli collettori.
Nel cane, l'associazione di diazossido e triclormetiazide ha provocato una sindrome diabetica con chetosi e morte. Nessuno dei farmaci somministrato da solo ha prodotto tali effetti.
Nella capsula opercolata: E 171, E 172, E 132, acqua depurata, gelatina.
Proglicem Capsule 25 mg: validità 5 anni
Via G. Ripamonti, 89 - 20141 Milano (MI)
Proglicem Capsule 25 mg AIC n. 023060027 1974
Per esclusivo uso di enti ospedalieri e case di cura o, a dimissione avvenuta, su indicazione ospedaliera.