| Progynon Depot | Proluton Depot oppure Primolut Nor | |
| 1ª - 2ª settimana | 1-2 fiale/settimana | 250 mg/settimana 1 compressa/die |
| 3ª - 6ª settimana | 1-2 fiale/settimana | 250 mg/settimana 2 compresse/die |
| 7ª settimana | 1-2 fiale/settimana | 250 mg/settimana 2 compresse/die |
| 8ª settimana | 250 mg/settimana 2 compresse/die |
Al termine della terapia condotta per 8 settimane compare una emorragia da privazione.
Disturbi carenziali della castrazione chirurgica o radiante per malattie non carcinomatose in donne giovani
Come è noto l'asportazione delle ovaie in età giovane è spesso seguita dalla comparsa di disturbi soggettivi e in molti casi conduce ad una precoce osteoporosi. Qualora l'utero sia conservato è indicata una terapia ciclica con estrogeni e progestativi, analoga a quella dell'amenorrea secondaria, con il conseguente ristabilimento di flussi regolari. Si consiglia di iniziare con una fiala di Progynon Depot, e di ripeterla dopo 14 giorni insieme a 250 mg di Proluton Depot. Alla comparsa dell'emorragia da sospensione si ricomincia il trattamento e così via. Invece del Proluton Depot si può impiegare il Primolut-Nor (vedi sotto la voce amenorrea).
Qualora siano stati asportati non solo le ovaie ma anche l'utero, la posologia del Progynon Depot sarà stabilita caso per caso in base alla risposta clinica; dopo una prima fiala iniziale, la successiva andrà fatta alla ricomparsa dei disturbi, comunque non prima di 2 settimane.
Interventi chirurgici ginecologici
2 fiale di Progynon Depot due settimane prima dell'intervento.
Metrorragie funzionali
È possibile giungere con rapidità all'arresto di emorragie che durano da oltre 3 settimane (stadio necrotico) iniettando 1 fiala di Progynon Depot all'inizio del trattamento con progestinici orali (Primolut-Nor).
È necessario evitare l'instaurarsi di una gravidanza nel corso del trattamento, eventualmente con metodiche contraccettive non ormonali (con esclusione del metodo di Ogino-Knaus e di quello della temperatura basale); pertanto l'impiego in età feconda deve essere preceduto da un test atto ad escludere la gravidanza.
Se durante il trattamento non dovessero verificarsi emorragie da sospensione ad intervalli regolari di circa 28 giorni, si dovrà prendere in considerazione, nonostante l'adozione di misure anticoncezionali, l'eventualità di una gravidanza. In questo caso il trattamento deve essere sospeso finché una diagnosi differenziale non abbia escluso tale eventualità.
Deve porsi attenzione ad eventuali manifestazioni iniziali di disturbi trombotici (tromboflebite, trombosi della retina, embolia cerebrale ed embolia polmonare) poiché in tal caso la terapia estrogena deve essere sospesa immediatamente.
Può verificarsi ipercalcemia in circa il 15% delle pazienti affette da cancro alla mammella con metastasi, e poiché ciò, in genere indica progressione delle metastasi ossee, la somministrazione deve essere interrotta. Prima della terapia deve essere effettuata una accurata visita medica e ginecologica con palpazione delle mammelle.
Per evitare una stimolazione prolungata dell'endometrio o delle ghiandole mammarie in donne in climaterio o ipogonadiche, gli estrogeni devono essere somministrati a cicli (3 settimane di trattamento alternate a periodo di riposo di una settimana, durante il quale può verificarsi una emorragia da privazione). Poiché gli estrogeni possono causare ritenzione idrosalina ed esplicare attività anabolizzante, devono essere usati con cautela in pazienti con epilessia, cefalea, asma, cardiopatie, nefropatie. In caso di emorragia vaginale eccessiva, si deve effettuare un riesame per individuare una eventuale causa organica.
Poiché alcuni tests di funzionalità epatica o endocrina possono essere influenzati dalla terapia estrogena, ove ciò non avvenga, i tests stessi devono essere ripetuti dopo che la somministrazione di estrogeno è stata sospesa per un ciclo.
Come tutte le soluzioni oleose il Progynon Depot deve essere iniettato intramuscolo. Un'eventuale iniezione intravasale potrebbe dar luogo ad una embolia oleosa.
È inoltre possibile che il fabbisogno di antidiabetici o di insulina sia accresciuto o ridotto.
- [Vedi Indice]
L'esterificazione non modifica invece il tipo dell'azione perché essa agisce solo in quanto rallenta e rende graduale il riassorbimento dell'ormone esterificato dal luogo dell'iniezione. Una volta passato in circolo l'ormone esterificato è rapidamente scisso in estradiolo ed acido grasso. L'azione farmacologica è quindi svolta dall'ormone libero e corrisponde ai classici effetti farmacologici degli estrogeni.
È risultato che l'estradiolo valerato:
viene riassorbito gradualmente dal luogo di iniezione;una volta passato in circolo è rapidamente scisso in estradiolo ed acido grasso esterificante;l'estradiolo libero subisce le stesse modificazioni metaboliche dello steroide fisiologicamente prodotto dall'organismo;in confronto ad altri esteri dell'estradiolo ad azione prolungata offre una maggiore affidabilità farmacocinetica, in quanto l'entità e la durata delle concentrazioni ematiche di estradiolo rilevabili nelle diverse pazienti evidenziano una maggiore omogeneità;la durata dell'azione è di circa 2 settimane dopo una iniezione intramuscolare di 10 mg;le concentrazioni ematiche massime di estradiolo e di estrone raggiunte dopo iniezione intramuscolare stanno a seconda della dose iniettata nell'ambito di 2,45-4,60 pmol/l e, rispettivamente 1,19-3,53 pmol/l e vengono raggiunte in 2,2-5 giorni; esse diminuiscono poi lentamente con un tempo di dimezzamento che è di 5,5 giorni.
Da studi eseguiti in donne ovariectomizzate trattate con estradiolo valerato è emerso un rapporto E2/E1 simile a quello riscontrabile durante il ciclo ovulatorio. L'estradiolo valerato viene escreto per la maggior parte sotto forma di metaboliti: il 90% con le urine ed il 10% per via fecale.
Il tempo di semieliminazione è di 1 giorno.
Affiliata alla Schering AG - Berlino (Germania)