Principio attivo: sulfasalazina USP mg 500.
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| Settimana | 1 a | 2 a | 3 a | 4 ae successive |
| cpr mattina | - | 1 | 1 | 2 - |
| cpr sera | 1 | 1 | 2 | 2 - |
La Salozopyrin EN va somministrata sotto costante controllo medico. Prima e durante il trattamento con Salozopyrin EN si devono eseguire analisi complete del sangue e dell'urina e controlli della funzionalità epatica e renale. La Salozopyrin EN va somministrata con cautela nei pazienti con disfunzioni renali o epatiche, con allergie gravi o con asma bronchiale. Pazienti con deficienza della glucosio-6-fosfato deidrogenasi vanno tenuti sotto stretta osservazione per segni di anemia emolitica. Poiché sono stati descritti con l'uso di sulfamidici casi talora anche mortali di sindrome di Stevens-Johnson (eritema essudativo multiforme) i pazienti trattati devono essere oggetto di attenta osservazione. Se durante il trattamento appare un'eruzione cutanea, il trattamento stesso deve essere immediatamente interrotto. Ugualmente ci si comporterà nel caso si manifestino gravi reazioni tossiche. La sulfasalazina può causare una colorazione giallo-arancione dell'urina. È stata anche riscontrata una colorazione simile della cute. Per la presenza del derivato salicilico, la contemporanea terapia con anticoagulanti richiede un costante controllo medico.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Sono state riscontrate le seguenti rare reazioni secondarie:
reazioni ematologiche: leucopenia, agranulocitosi, trombocitopenia, anemia aplastica, anemia emolitica, anemia con corpuscoli di Heinz, porpora, ipoprotrombinemia, metemoglobinemia;
reazioni di ipersensibilizzazione: eruzioni cutanee generalizzate, sindrome di Stevens-Johnson, dermatite esfoliativa, necrolisi epidermica, prurito, orticaria, fotosensibilizzazione, anafilassi, sindrome da malattia da siero, febbre da farmaci, edema periorbitale, infezione congiuntivale o sclerale, artralgia, miocardite allergica, periartrite nodosa, sintomi di L. E. e complicazioni polmonari con dispnea, eosinofilia, alveolite fibrosa;
reazioni gastrointestinali: stomatite, parotite, pancreatite ed epatite. Disfunzioni dell'assorbimento dell'acido folico:
reazioni neurologiche: emicranie, vertigini, tinnito, neuropatia periferica, lesioni transitorie della colonna posteriore, mielite trasversa, atassia, convulsioni, meningite asettica, insonnia, depressione mentale, allucinazioni;
reazioni renali: cristalluria, ematuria, proteinuria e sindrome nefrotica.
I sulfamidici presentano certe similarità chimiche con alcuni farmaci per il trattamento del gozzo; con certi diuretici (acetazolamide ed i tiazidici) e farmaci ipoglicemizzanti per via orale. La comparsa di gozzo, l'aumento della diuresi ed ipoglicemia si sono manifestate raramente. Una sensibilizzazione crociata può esistere con questi farmaci. Nella valutazione delle complicazioni epatiche ed articolari si deve tener presente che queste sono spesso associate alle colite ulcerosa.
Diminuzione della fertilità : sono stati descritti casi di oligospermia ed infertilità di uomini trattati con sulfasalazina. Questi effetti sono reversibili dopo la sospensione del prodotto.
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La maggior parte, il 75%, rimane nel lume del colon e viene escreto come acido 5-aminosalicilico nelle feci. Si ritiene che l'effetto principale della sulfasalazina sia un'azione antinfiammatoria espletata dall'acido 5-aminosalicilico formatosi localmente. È stato inoltre dimostrato un effetto immunosoppressivo il cui meccanismo si basa sulla inibizione del metabolismo dei linfociti e granulociti di vari sistemi enzimatici tramite sulfasalazina, sulfapiridina e acido 5-aminosalicilico. Anche l'attività batteriostatica della sulfapiridina formatasi localmente nel colon potrebbe avere un effetto clinico: viene ridotta non solo la flora batterica aerobica, ma anche quella anaerobica, in particolare certi clostridi.
Nell'ambiente creato dai batteri intestinali nel lume del colon, la sulfasalazina viene scissa in 2 metaboliti principali: sulfapiridina e acido 5-aminosalicilico. Sulfapiridina: viene rapidamente assorbita e parzialmente metabolizzata nel fegato. La sulfapiridina totale raggiunge la massima concentrazione nel siero dopo 10-20 ore. La sulfapiridina presenta una certa tendenza all'accumulo; non scompare completamente dal siero che dopo 3 giorni di sospensione del trattamento. Nelle urine raccolte nelle 72 ore successive alla somministrazione di Salozopyrin EN si ritrova in 60% circa della dose come sulfapiridina totale. Il grado di acetilazione della sulfapiridina è geneticamente condizionato. I pazienti con acetilazione lenta presentano concentrazioni nel siero più alte e quindi una maggior tendenza agli effetti collaterali. L'acido 5-aminosalicilico viene assorbito in limitate quantità.
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