| Principio attivo: | 1000 i.m. | 1000 e.v. |
| cefamandolo nafato | 1100 mg | 1100 mg |
| pari a cefamandolo | 1000 mg | 1000 mg |
- [Vedi Indice]
| Clearance creatinina | Gravissima | Media | Meno grave |
| 80 | g 2/6 h | g 1,5/6 h g 2/8 h | g 0,75/ 6 h g 1/8 h |
| 50 | g 2/8 h | g 1,5/6 h g 2/8 h | g 0,5/ 6 h g 0,75/ 8 h |
| 25 | g 1/ 6 h g 1,25/ 8 h | g 1/8 h | g 0,5/ 8 h |
| 10 | g 1/12 h | g 0,5/8 h g 0,75/12 h | g 0,5/12 h |
| 2 | g 0,5/8 h g 0,75/12 h | g 0,5 / 12 h | g 0,25 / 12 h |
Uso intramuscolo
Usare soltanto il solvente specifico, addizionato di lidocaina. Aspirare il solvente dalla fiala con siringa sterile. Iniettare, con modalità asettica, la soluzione nel flaconcino: agitare, fino a solubilizzazione completa (si noterà colorazione gialla o giallo-ambra).
Riaspirare in siringa ed iniettare, lentamente e profondamente, in un grosso muscolo.
Uso endovena
Usare soltanto il solvente specifico.
Aspirare il solvente dalla fiala con siringa sterile. Iniettare, con modalità asettica la soluzione nel flaconcino: agitare fino a solubilizzazione completa. Riaspirare in siringa ed iniettare, lentamente, in vena, saggiando eventualmente, la tollerabilità individuale al farmaco. La soluzione pronta potrà essere, eventualmente, diluita in altra idonea soluzione da perfusione lenta.
Prudenza deve essere osservata nei pazienti penicillino-sensibili.
Le cefalosporine di III generazione, come altre b-lattamine, possono indurre resistenza microbica, e tale evenienza è maggiore verso organismi opportunisti, specialmente enterobacteriacee e Pseudomonas, in soggetti immunodepressi e, probabilmente, associando tra loro più b-1attamine.
Nonostante la sostanza influenzi la funzionalità renale soltanto raramente, si raccomanda un controllo della stessa, soprattutto in pazienti gravemente ammalati, che ricevono le dosi massime.
L'uso prolungato del cefamandolo può dare luogo a sviluppo di organismi non sensibili. L'osservazione del paziente è essenziale. Se si verifica superinfezione durante la terapia, deve essere instaurato un adeguato trattamento.
Nel determinare il glucosio urinario si possono avere reazioni erratamente positive se si usano: reagente di Benedict, soluzione di Fehling, compresse "Clinitest"; ciò non avviene però, se si impiegano tavolette "Clinistix" per analizzare il glucosio urinario, o se si usa il "Glucotest", per analizzare il glucosio.
La dimostrazione delle albumine nelle urine mediante acidi o denaturazione, può risultare erroneamente positiva.
Sono state segnalate, in corso di trattamento con cefalosporine, positività dei tests di Coombs (talora false).
Casi di colite pseudomembranosa, sono stati descritti in concomitanza all'uso di cefalosporine: è importante prendere in considerazione tali diagnosi in pazienti che presentino diarrea durante la terapia.
Il trattamento con antibiotici a largo spettro altera la normale flora del colon e ciò può consentire la crescita di Clostridi.
Casi lievi di colite possono regredire con la interruzione del trattamento. Si consiglia la somministrazione di soluzioni di elettroliti di proteine quando si manifestano casi di colite di media o grave entità. Se la colite non regredisce con l'interruzione del trattamento, o se è grave, somministrare Vancomicina per via orale.
Prima di dare inizio alla terapia con cefamandolo, deve essere accertato accuratamente se il paziente ha mostrato, in precedenza, reazioni di ipersensibilità a cefalosporine, penicilline od altri farmaci. Il cefamandolo deve essere somministrato con cautela in pazienti sensibili alla penicillina. Gli antibiotici devono essere somministrati con cautela in ogni paziente che abbia mostrato forme di allergia, in particolare a farmaci. Nei neonati, sono stati riportati casi di accumulo di antibiotici cefalosporanici (con conseguente prolungamento della emivita del farmaco).
Il cefamandolo è stato impiegato con efficienza nei pazienti in età pediatrica, ma non si sono potuti studiare ampiamente tutti i parametri di laboratorio nei bambini di età tra uno e sei mesi.
Non è stata stabilita la sicurezza di questo farmaco nei prematuri e nei neonati di età inferiore ad un mese. Per questo motivo, se il cefamandolo viene somministrato a neonati, il Medico deve stabilire se i vantaggi potenziali superano i rischi possibili.
Il cefamandolo con lidocaina deve essere somministrato esclusivamente per via intramuscolare.
In caso di marcata insufficienza renale, la posologia delle cefalosporine in genere, e quindi anche del cefamandolo, deve essere opportunamente ridotta sulla base delle prove di funzionalità renale.
L'uso contemporaneo di altri farmaci nefrotossici aumenta la tossicità renale e la funzione del rene deve essere assiduamente controllata. L'uso prolungato di antibiotici può favorire lo sviluppo di microrganismi non sensibili. In tale evenienza, adottare le opportune misure terapeutiche.
La somministrazione delle cefalosporine può interferire con alcune prove di laboratorio, causando pseudopositività della glicosuria con i metodi "Clinitest", Benedict, Fehling, ma non con i metodi enzimatici.
Le cefalosporine devono essere usate con cautela in pazienti con anamnesi positiva per disturbi gastrointestinali, in particolare colite: infatti, all'uso delle cefalosporine viene associata la possibilità dell'instaurarsi della colite membranosa.
In caso di associazione con farmaci nefrotossici, quali, ad esempio, gli aminoglicosidi, il rischio di nefrotossicità aumenta, per cui i dosaggi devono essere congrui ed i controlli più assidui ed approfonditi.
Non si deve mescolare il cefamandolo con un aminoglicosidico nella stessa fleboclisi.
La somministrazione contemporanea di Probenecid per via orale inibisce ulteriormente la secrezione tubulare, derivandone concentrazioni sieriche di cefamandolo più elevate e più prolungate nel tempo.
Il cefamandolo passa nel latte materno: pertanto è consigliabile sospendere l'allattamento in caso di somministrazione del farmaco.
Sono state segnalate le seguenti reazioni secondarie: glossite, nausea, vomito, diarrea, pirosi gastrica, dolori addominali; riferiti da alcuni pazienti, molto raramente: lieve orticaria, rash cutaneo, prurito, artralgie.
Reazioni ematologiche
Occasionalmente, variazioni transitorie di alcuni parametri di laboratorio, come: eosinofilia, leucopenia, neutropenia, aumento delle transaminasi sieriche, della bilirubinemia totale, della azotemia, e, talora, diminuzione della clearance della creatinina, in pazienti con persistente insufficienza renale. Sono stati segnalati casi di anemia emolitica in seguito a trattamento con cefalosporine.
In pazienti trattati con cefamandolo, si sono verificati casi rari di ipotrombinemia.
Sono a rischio pazienti deficienti in Vit. K e soggetti con disordini primari e secondari della emocoagulazione: in tali casi, occorre effettuare il test di Quick ogni 2 - 3 giorni, e somministrare Vit. K (10 mg/settimana).
Altre reazioni osservate sono state: vertigini, senso di costrizione toracica, vaginite da Candida, in rapporto anche con lo sviluppo di microrganismi non sensibili.
Reazioni locali
Sono rari i dolori dopo iniezione intramuscolare; tromboflebite in casi sporadici.
Raramente, questi fenomeni collaterali sono stati tali da richiedere l'interruzione della terapia
In caso di effetti collaterali gravi, dopo somministrazione del cefamandolo siano essi attribuibili o meno alla somministrazione di dosi superiori a quelle raccomandate, è consigliabile interrompere la terapia.
Se un superdosaggio crea un accumulo di farmaco in pazienti con ridotte funzionalità renali, considerare l'opportunità di una dialisi.
- [Vedi Indice]
Il cefamandolo ha azione battericida, dovuta alla inibizione della sintesi della membrana batterica.
La gran parte dei ceppi di Bacteroides Fragilis è resistente. Pseudomonas Acinetobacter calcoaceticus (precedentemente specie Mima ed Herelleae) e la gran parte dei ceppi di Serratia sono resistenti alle cefalosporine.
Il cefamandolo è resistente alla degradazione da parte di b-lattamasi prodotte da alcuni ceppi delle enterobacteriacee.
I picchi ematici nell'uomo, per somministrazione intramuscolare, vengono raggiunti dopo 30'-60' e sono proporzionali alla dose iniettata. Dopo iniezione di 500 mg, il picco, dopo un'ora, risulta di 12,2 mcg/ml; dopo g 1 risulta di 20,6 mcg/ml.
L'emivita plasmatica è di circa un'ora. Per somministrazione endovenosa, il picco viene raggiunto già dopo 15 minuti e risulta pari a 139,1 mcg/ml, per iniezione di g 1, e pari a 240,5 mcg/ml, per g 2. L'emivita è di circa 34 minuti.
Il cefamandolo, dopo somministrazione ripetuta, non dà origine ad accumulo. Circa l'85% del farmaco è escreto attraverso i reni entro 8 ore. Ne conseguono tassi urinari particolarmente elevati, maggiori per somministrazione intramuscolare.
Alla somministrazione di g 1 e 2 endovena, corrispondono, rispettivamente, concentrazioni di 750 e 1383 mcg/ml.
Circa il 70% del cefamandolo iniettato si lega alle proteine del siero.
Il cefamandolo raggiunge livelli terapeutici nel liquido pleurico ed articolare, nella bile e nel tessuto osseo.
Nella fiala solvente: Lidocaina cloridrato, acqua per preparazioni iniettabili.
Tali soluzioni sono stabili per 96 ore, se conservate in frigorifero.
1 flacone vetro polvere sterile mg 1000 ev + 1 fiala solvente
Via del Casale Cavallari, 53 - Roma
Septomandolo mg 1000 e.v. AIC n. 026134054