Effetti indesiderati riportati durante e dopo l'infusione di Thymoglobuline:
Tra le reazioni avverse sistemiche possono comparire: brividi, febbre, vertigini, ipotensione, tachicardia, vomito e dispnea. Le reazioni avverse locali riportate durante la somministrazione di Thymoglobuline, comprendono: dolore nella sede di infusione e tromboflebite periferica. Raramente possono verificarsi, dai 7 ai 15 giorni dopo il termine del trattamento, reazioni allergiche differite, quali, malattia da siero (febbre, prurito, rash associati ad artralgia e mialgia). Reazioni allergiche gravi immediate sono eccezionali. Le reazioni avverse più frequenti e più gravi si verificano, in genere, dopo la prima infusione. Il meccanismo di insorgenza, per alcune di queste, sembra più verosimilmente collegato al rilascio di citochine. La premedicazione con corticosteroidi ed antistaminici ne diminuisce l'incidenza e la severità. Analogamente anche la riduzione della velocità di infusione o l'impiego di un maggior volume di solvente (soluzione isotonica allo 0.9% di sodio cloruro o soluzione al 5% di destrosio) possono comportare una riduzione di alcune di queste reazioni avverse.
Reazioni avverse associate ad anticorpi a reattività crociata: Effetti collaterali quali leucopenia e trombocitopenia sono stati riportati durante la somministrazione di Thymoglobuline e successivamente a questa. Tali effetti possono comparire durante i primi due giorni di trattamento, o, successivamente, al termine della terapia. Il meccanismo di insorgenza di questi effetti è legato alla presenza di anticorpi a reattività crociata verso neutrofili o piastrine. Per ridurre, quindi, la frequenza e la severità di questo problema, è opportuno un controllo della conta dei globuli bianchi e delle piastrine.
Reazioni avverse legate ad una condizione di sovra-immunosoppressione: Eventi avversi quali complicanze infettive (batteriche, fungine, virali e protozoarie) e, raramente condizioni a carattere di malignità (come la sindrome linfoproliferativa), sono stati riportati durante e dopo la somministrazione di Thymoglobuline. Per lo più, tali effetti collaterali sono associati ad uno stato complessivo di eccessiva immunosoppressione, a cui possono contribuire condizioni correnti o pregresse di immunosoppressione. I progressi nella terapia antinfettiva farmacologica di copertura (particolarmente antivirale, antimicotica, antibiotica e antiprotozoaria) così come la diminuita durata d'azione degli agenti antilinfocitari, hanno contribuito a ridurre l'incidenza degli effetti collaterali legati ad uno stato di sovra-immunosoppressione.
Reazioni avverse derivanti dalle materie prime utilizzate in produzione: Quando vengono prodotte sostanze medicinali derivanti da siero, non è possibile escludere completamente la possibilità di malattie infettive dovute alla trasmissione di agenti infettivi. Per ridurre il rischio di trasmissione di tali agenti, durante la produzione vengono eseguiti dei controlli per assicurare l'assenza di specifici contaminanti virali (HIV 1 + 2, HTLV I + II, HBV, HCV), e, sempre nel processo produttivo, viene prevista una fase di inattivazione virale attraverso il trattamento al calore del principio attivo a 60°C per 10 ore.