Tenere fuori della portata dei bambini. Il metisoprinolo, qualunque sia la dose prescritta e la durata del trattamento, non provoca assuefazione e dipendenza. Non sono necessarie speciali precauzioni per l'uso.
Il metisoprinolo non deve essere somministrato contemporaneamente a siero antilinfocitario e cortisonici, che ne antagonizzano l'azione sul sistema immunitario.
Malgrado l'assenza completa di effetti teratogeni negli animali, nei casi di gravidanza accertata o presunta è consigliabile l'impiego del prodotto sotto il diretto controllo del Medico. La somministrazione nei primi 4 mesi di gravidanza deve essere valutata in relazione alla gravità dell'affezione in corso.
Il metisoprinolo non ha effetti collaterali, se si esclude in qualche caso un momentaneo aumento di acido urico, che ritorna sempre ai valori normali con l'interruzione della terapia.
Il dosaggio medio per via sistemica del metisoprinolo è di 3/4 g die nell'adulto. Anche a dosaggi più elevati e protratti nel tempo non si sono mai verificati inconvenienti tali da richiedere interventi d'emergenza od antidoti.
Il metisoprinolo è dotato di un'azione antivirale diretta in quanto impedisce la replicazione di molti ceppi virali (RNA e DNA) e, contemporaneamente, svolge una importante azione immunomodulante, incrementando la formazione e l'efficienza dei linfociti B e T.
Il metisoprinolo per os raggiunge livelli ematici già dopo venti minuti dalla somministrazione e, dopo un picco alla terza ora, scompare dopo la sesta ora.Metabolismo: l'inosina viene metabolizzata attraverso ipoxantina e xantina in acido urico; gli altri due componenti, il dimetilamino -2- propanolo e il p-acetaminobenzoato, sono rapidamente eliminati per via urinaria.
Il metisoprinolo ha una bassa tossicità sia acuta che cronica: DL50 > 7000 mg/kg nel topo e nel ratto; sono ben tollerati nel ratto, 500 - 1000 mg/kg/die per 30 giorni, ovvero 250 - 750 mg/kg/die per 180 giorni. Il metisoprinolo non ha evidenziato effetti teratogeni, né ha mostrato azione mutagena.