Compresse laccate divisibili da 5 mg.
Compresse laccate divisibili da 10 mg.
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Ipertensione arteriosa.
Insufficienza cardiaca congestizia (ICC).
Benazepril è indicato come terapia aggiuntiva in
pazienti con ICC che non rispondano adeguatamente alla digitale
e/o ai diuretici (classi NYHA II-IV).
Ipertensione: La dose iniziale di benazepril
consigliata per pazienti con ipertensione non trattati con
diuretici, è di 10 mg una volta al giorno. La dose puo'
essere aumentata sino a 20 mg al dì.
La dose massima giornaliera suggerita per Zinadril nei
pazienti ipertesi è di 40 mg, in dose singola o in due
dosi frazionate.
Se la riduzione della pressione arteriosa ottenuta con il solo
Zinadril non e' sufficiente, si puo' somministrare
contemporaneamente un altro antipertensivo, per esempio un
diuretico tiazidico, un calcioantagonista o un betabloccante,
iniziando con dosi basse.
In pazienti con una clearance della creatinina >30
ml/min possono essere somministrate le normali dosi di
Zinadril.
In pazienti con una clearance della creatinina < 30 ml/min,
si consiglia di iniziare con una dose di 5 mg.
Tale dose puo' essere aumentata a 10 mg al giorno. Per
ottenere un’ulteriore diminuzione della pressione arteriosa
si consiglia di aggiungere un diuretico od un altro farmaco
antipertensivo.
E' consigliabile iniziare con una dose bassa (5 mg) anche nei
portatori di insufficienza epatica di grado severo.
Insufficienza cardiaca congestizia (ICC): Zinadril
è indicato come terapia aggiuntiva nei pazienti con
insufficienza cardiaca.
La dose iniziale raccomandata è 2,5 mg/die.
I pazienti dovranno essere strettamente controllati dopo
l'assunzione della dose iniziale di Zinadril, dato il rischio di
una sostanziale riduzione della pressione arteriosa.
La dose di benazepril può essere aumentata a 5 mg una
volta al giorno dopo 2-4 settimane di trattamento in
pazienti che non abbiano mostrato apprezzabile miglioramento dei
sintomi dell'insufficienza cardiaca e che non abbiano sviluppato
un'ipotensione sintomatica o altri effetti collaterali
inaccettabili.
A seconda della risposta clinica del paziente, la dose
può essere aumentata fino a 10 ed anche 20 mg una volta al
giorno, in intervalli di tempo adeguati.
In genere il dosaggio unico giornaliero è sufficiente a
garantire una efficace azione terapeutica anche se alcuni
pazienti possono rispondere meglio ad una somministrazione
giornaliera frazionata in due dosi.
Nel corso di sperimentazioni cliniche controllate è
stato dimostrato che i pazienti con insufficienza cardiaca
più grave (classe NYHA IV) richiedono dosi inferiori di
benazepril rispetto a quelli con insufficienza cardiaca lieve o
moderata (classi NYHA II e III).
Nei pazienti con ICC che abbiano una clearance della
creatinina < 30 ml/min, la dose giornaliera può essere
aumentata a 10 mg, ma la dose bassa somministrata inizialmente
(esempio 2,5 mg una volta al giorno) può essere già
ottimale.
Ipersensibilita' individuale accertata verso uno dei
componenti del prodotto.
Precedenti di edema angioneurotico. Gravidanza.
Allattamento.
Angioedema: con l'impiego di altri ACE-inibitori
sono stati riportati casi di angioedema.
Nei pazienti in trattamento con Zinadril in cui si siano
osservati edema al viso ed alle labbra, la condizione si è
risolta sia interrompendo che continuando la terapia. In tali
casi comunque la terapia con Zinadril deve essere immediatamente
sospesa ed il paziente deve essere tenuto sotto stretto controllo
finchè l'edema non è risolto.
L'angioedema associato con edema laringeo o shock può
essere fatale.
Quando fossero coinvolte lingua, glottide o laringe, con
possibile ostruzione delle vie aeree si deve subito istituire una
idonea terapia (per es. 0,3-0,5 ml di adrenalina in soluzione
1:1000 per via sottocutanea).
Ipotensione: nei pazienti con ipertensione non
complicata raramente (0,4%) e' stata riscontrata una riduzione
eccessiva della pressione arteriosa, generalmente
asintomatica.
L'ipotensione è una possibile conseguenza del
trattamento con ACE-inibitori in pazienti con grave deplezione
salina o grave riduzione del volume ematico, quali ad esempio
quelli in trattamento con forti dosi di diuretici (esempio
pazienti con insufficienza cardiaca congestizia grave) od in
dialisi. Il rischio può essere ridotto eliminando i
diuretici parecchi giorni prima di iniziare il trattamento con
benazepril o impiegando altri mezzi che assicurino la correzione
del volume.
Nei pazienti a rischio di ipotensione di grado elevato (per
es.: pazienti con insufficienza cardiaca congestizia), la terapia
deve essere iniziata sotto stretto controllo medico. Si
può sospendere il controllo in caso di stabilizzazione
della pressione.
In caso di ipotensione il paziente deve essere tenuto in
posizione supina e, se necessario, sottoposto ad infusione
endovenosa di soluzione fisiologica. Una risposta ipotensiva
transitoria non rappresenta una controindicazione per l'ulteriore
trattamento che, in genere può essere ripreso senza
difficoltà dopo ripristino della volemia e della pressione
arteriosa.
Tosse: in corso di trattamento con ACE inibitori
può verificarsi la comparsa di tosse secca, non produttiva
o il peggioramento di tosse preesistente, che talora richiede la
sospensione del trattamento.
Agranulocitosi/Neutropenia: altri ACE-inibitori hanno
causato agranulocitosi e/o depressione midollare, più
frequentemente in pazienti con compromissione renale specialmente
se accompagnata da collagenopatia.
Come con altri ACE-inibitori, periodici controlli dei
leucociti devono essere effettuati nei pazienti affetti da
collagenopatia vascolare e malattie renali.
Compromissione della funzione renale: nei pazienti con
insufficienza renale grave (clearance < 30 ml/min) dovrebbero
essere impiegate dosi di benazepril inferiori a quelle impiegate
in pazienti con funzione renale normale.
Si dovrebbe procedere con particolare cautela nei pazienti con
stenosi dell'arteria renale, come avviene in pratica con gli
altri ACE-inibitori. Con Zinadril si è osservato un
aumento dell'azotemia e della creatinina sierica in alcuni di
questi pazienti.
L'alterazione e' reversibile con la sospensione del
trattamento, della terapia con diuretici o entrambi. Specialmente
in questi pazienti, come pure in tutti quelli con
funzionalità renale alterata, questa deve essere
accuratamente controllata durante le prime settimane di
trattamento con benazepril e, successivamente, a intervalli
periodici.
Emodialisi: in pazienti trattati con ACE-inibitori sono
state osservate reazioni anafilattoidi in corso di emodialisi con
membrane in poliacrilonitrile ad alto flusso (AN69). Si consiglia
pertanto di non impiegare queste membrane in tali pazienti.
Chirurgia/anestesia: prima di interventi chirurgici
occorre informare l'anestesista che il paziente è in
trattamento con ACE-inibitori. Durante anestesia con agenti che
causano ipotensione, gli ACE-inibitori possono bloccare la
formazione di angiotensina II secondaria alla liberazione
compensatoria di renina. L'eventuale ipotensione, ritenuta
effetto conseguente a questo meccanismo, puo' essere corretta
mediante espansione della volemia.
Iperkaliemia: in corso di trattamento con ACE-inibitori
livelli sierici elevati di potassio si sono osservati in rare
occasioni. I fattori di rischio per lo sviluppo di iperkaliemia
possono includere l'insufficienza renale e/o l'insufficienza
cardiaca, il diabete mellito e l'uso concomitante di farmaci
contro l'ipopotassiemia.
Stenosi della valvola aortica o della
mitrale/cardiomiopatia ipertrofica: come per altri
vasodilatatori, particolare attenzione va posta in pazienti con
ostacolato flusso d'uscita dal ventricolo sinistro.
Pazienti anziani: il benazepril si è dimostrato
efficace e ben tollerato sia nei pazienti anziani che in quelli
giovani. Tuttavia, come per tutti gli altri farmaci
antipertensivi, è consigliata cautela nel trattamento di
soggetti anziani e in quelli affetti da insufficienza cardiaca o
da arteriosclerosi coronarica o cerebrale. Infatti una brusca
riduzione della pressione arteriosa può provocare una
inadeguata irrorazione degli organi vitali.
Pediatria: il benazepril non va impiegato in pediatria
poiche' finora non vi sono sufficienti esperienze in merito.
TENERE FUORI DELLA PORTATA DEI BAMBINI
Zinadril e' stato somministrato assieme a beta-bloccanti,
calcio antagonisti, cimetidina, diuretici, digossina, idralazina,
warfarin, acido acetilsalicilico, acenocumarolo e naprossene,
senza evidenziare interazioni sfavorevoli di importanza
clinica.
Pazienti in trattamento con diuretici od in deplezione idrica
possono occasionalmente andare incontro, all'inizio di un
trattamento con ACE-inibitori, ad un'eccessiva riduzione della
pressione arteriosa. In tali pazienti, la possibilita' di tali
effetti ipotensivi puo' essere minimizzata interrompendo, per 2-3
giorni, prima di iniziare un trattamento con benazepril, la
terapia con diuretici .
L'effetto antipertensivo di Zinadril viene potenziato da
farmaci che aumentano l'attivita' reninica plasmatica o alterano
il bilancio sodico (per esempio diuretici). Il benazepril puo'
ridurre la perdita di potassio causata dai diuretici
tiazidici.
Nei pazienti in trattamento con ACE-inibitori non
è raccomandabile l'uso contemporaneo di diuretici
risparmiatori di potassio (ad esempio spi-ronolattone,
triamterene, amiloride, etc.), di integratori di potassio o di
sali contenenti potassio in quanto ciò potrebbe dar luogo
ad un significativo aumento del potassio sierico.
Nel caso tale associazione sia necessaria, e' consigliabile
controllare frequentemente i livelli ematici di potassio.
La somministrazione contemporanea di ACE inibitori e farmaci
antidiabetici (ipoglicemizzanti orali o insulina) può
causare un aumento dell’effetto ipoglicemizzante di questi
ultimi, con maggiore rischio di ipoglicemia, soprattutto durante
la prima settimana di trattamento ed in pazienti con
funzionalità renale compromessa.
Non è stata acquisita sufficiente esperienza sull'uso
di Zinadril in gravidanza.
L'uso di ACE-inibitori in gravidanza è stato associato
con parecchi casi di insufficienza renale acuta neonatale, con
conseguenze letali.
Si raccomanda quindi di evitare la somministrazione di
Zinadril durante tale periodo. Il benazepril ed il benazeprilato
si ritrovano nel latte materno, ma in concentrazioni minime (al
massimo 0,3% di quelle rinvenute nel plasma). La frazione di
benazeprilato che raggiunge la circolazione sistemica del
lattante dovrebbe essere trascurabile. Comunque è
consigliabile che le madri che allattano non assumano Zinadril,
sebbene siano molto improbabili effetti negativi nel
lattante.
Con Zinadril sono stati raramente segnalati effetti a carico
del sistema nervoso centrale.
Come per i trattamenti con altri antipertensivi è
comunque opportuno avvisare il paziente di tener conto di tali
possibili effetti in caso di guida o di utilizzo di
macchinari.
Gli effetti collaterali riscontrati sono stati generalmente
lievi e transitori. Somministrando dosi comprese tra 2 e 80
mg/die la frequenza di effetti collaterali non è risultata
in relazione all'entità della dose nè al sesso,
all'età, alla razza, o allo schema terapeutico. Nei
pazienti ipertesi non sono state studiate dosi giornaliere
superiori a 80 mg. In studi clinici controllati in doppio cieco
sono stati trattati con Zinadril 2005 pazienti ipertesi. La
percentuale di pazienti con effetti collaterali era simile sia
nel gruppo in trattamento attivo sia nel gruppo placebo.
Gli effetti collaterali più frequentamente osservati,
indipendentemente dalla relazione di causalità con il
farmaco sono:
- incidenza > 2% e superiore al placebo: disturbi delle vie
respiratorie superiori, comparsa di tosse o peggioramento della
tosse preesistente;
- incidenza > 2% confrontabile con placebo: cefalea, senso
di fatica, capogiri, dolori muscolo-scheletrici, rinite,
nausea;
- incidenza 1-2%: prurito, rash, arrossamenti, vertigini,
sonnolenza, insonnia, nervosismo, palpitazioni, dolore toracico,
edema periferico, dispepsia, sinusite, sintomi influenzali,
disturbi delle vie urinarie, astenia, diarrea, dolore addominale,
mal di schiena, faringite;
- incidenza < 1%: eccessiva riduzione della pressione
arteriosa, edema labiale o facciale, gastrite, flatulenza,
vomito, costipazione, ansietà, depressione, disturbi della
sensibilità, incoordinazione, dispnea, edema
generalizzato, diminuzione della libido, impotenza, sudorazione,
artrite, tinnito, turbe cardiovascolari, reazioni cutanee.
Esami di laboratorio: Come con altri ACE inibitori
occasionalmente (< 0,1%) è stato riscontrato, in
pazienti con ipertensione arteriosa essenziale trattati con
Zinadril da solo, un lieve aumento dell'azotemia (BUN) e della
creatinina sierica, completamente reversibile dopo sospensione
della terapia. Tali lievi aumenti si sono manifestati più
frequentamente nei pazienti che ricevevano contemporaneamente
diuretici o in pazienti con stenosi dell'arteria renale.
ICC: Nel corso di studi clinici controllati il
trattamento è stato sospeso per cause indipendenti dal
farmaco nel 4% dei pazienti in trattamento con Zinadril e nel 3%
di quelli in trattamento con placebo.
Sono stati trattati con Zinadril 180 pazienti con
insufficienza cardiaca congestizia in studi clinici controllati
con posologie di 2-20 mg/die. L'incidenza di effetti
collaterali era simile nei pazienti trattati con Zinadril o con
placebo. Solo i capogiri si sono verificati con frequenza
significativamente maggiore nei pazienti trattati con benazepril.
Anche crampi muscolari, dolore addominale, senso di fatica,
malessere, capogiri posturali si verificavano più
frequentemente con benazepril che con placebo.
D'altra parte, disturbi delle vie respiratorie superiori si
sono verificati in percentuali maggiori nei pazienti trattati con
placebo. Non si sono riscontrate importanti variazioni cliniche
dei valori medi dei test di laboratorio.
Sebbene non siano disponibili informazioni sul sovradosaggio
di Zinadril, il principale sintomo ritenuto possibile consiste in
una marcata ipotensione.
Trattamento
Induzione di vomito in caso di assunzione recente. Sebbene il
metabolita attivo benazeprilato sia dializzabile solo
limitatamente, in pazienti con sovradosaggio e con
funzionalità renale gravemente compromessa può
essere utile impiegare un rene artificiale per facilitare la
normale eliminazione; evitare in tal caso l'uso di membrane in
poliacrilonitrile ad alto flusso (AN69).
In caso di ipotensione marcata, somministrare una normale
soluzione salina per via endovenosa.
Il benazepril e' un profarmaco che, per idrolisi, si trasforma
nella sostanza attiva, il benazeprilato, che inibisce l'enzima di
conversione dell'angiotensina (ACE), riducendo quindi la
trasformazione dell'angiotensina I in angiotensina II.
Esso riduce percio' tutti gli effetti mediati
dall'angiotensina II e cioe' la vasocostrizione, la produzione di
aldosterone (che promuove il riassorbimento del sodio e
dell'acqua a livello dei tubuli renali) e aumenta la gettata
cardiaca.
Il benazepril inibisce l'aumento della frequenza cardiaca
indotta dal simpatico, in risposta alla vasodilatazione.
Ipertensione: Come altri ACE-inibitori, il
benazepril inibisce anche la degradazione del vasodilatatore
bradichinina ad opera della chininasi; questa inibizione puo'
avere importanza nell'effetto ipotensivo. La somministrazione di
Zinadril a pazienti con ipertensione arteriosa di varia entita'
da' luogo ad una riduzione di pressione sia in posizione seduta,
che in clinostatismo o in ortostatismo, con modificazioni
ortostatiche generalmente scarse o nulle.
Nella maggioranza dei pazienti, dopo somministrazione di una
dose singola orale, l'inizio dell'azione antipertensiva avviene
dopo 1 ora circa e la massima riduzione della pressione arteriosa
viene raggiunta entro 2-4 ore.
L'effetto antipertensivo persiste per almeno 24 ore. Per
somministrazione ripetuta, con qualsiasi dose, la riduzione
massima della pressione arteriosa si ottiene generalmente dopo 1
settimana e persiste nel corso della terapia a lungo termine.
L'effetto antipertensivo del benazepril e' indipendente da
età, razza e valori dell'entità reninica plasmatica
basale, nè varia in caso di eventuali diete iper o
iposodiche. La sospensione improvvisa di Zinadril non e' seguita
da aumento della pressione arteriosa. In uno studio condotto su
volontari sani, singole dosi di benazepril hanno determinato un
aumento del flusso ematico renale senza effetti sulla filtrazione
glomerulare.
L'azione ipotensiva di Zinadril e' sinergica con quella dei
diuretici tiazidici.
L'impiego contemporaneo di Zinadril ed altri farmaci
antipertensivi, compresi i betabloccanti ed i calcio antagonisti,
risulta in genere in una ulteriore diminuzione della pressione
arteriosa.
Insufficienza cardiaca congestizia(ICC): La
somministrazione di Zinadril in pazienti con ICC già
trattati con digitale e diuretici, ha determinato un aumento
della gettata cardiaca e della resistenza allo sforzo così
come una diminuzione della pressione di incuneamento polmonare,
delle resistenze vascolari sistemiche e della pressione
arteriosa. La frequenza cardiaca è risultata leggermente
ridotta. In tali pazienti è stato osservato inoltre un
miglioramento della resistenza alla fatica, dei rantoli
polmonari, dell'edema e della classe NYHA.
Le sperimentazioni cliniche effettuate hanno confermato che il
miglioramento del quadro emodinamico persiste per 24 ore in caso
di unica somministrazione giornaliera.
Il benazepril cloridrato è rapidamente assorbito; il
picco di concentrazione plasmatica del farmaco immodificato viene
raggiunto dopo 0,5 ore.
Il quantitativo assorbito, determinato per mezzo
dell'escrezione urinaria del farmaco e dei metaboliti, e'
equivalente almeno al 37% della dose somministrata.
Vi e' una rapida biotrasformazione nel metabolita
farmacologicamente attivo benazeprilato, che raggiunge la massima
concentrazione dopo 1,5 ore.
Questa conversione pare si verifichi principalmente a livello
epatico attraverso un'idrolisi enzimatica.
La biodisponibilita' assoluta del benazeprilato, ottenibile
somministrando compresse di benazepril cloridrato, confrontata
con quella del metabolita stesso, somministrato per soluzione
intravenosa, e' all'incirca del 27%.
L'ingestione di cibo prima dell'assunzione del farmaco,
ritarda l'assorbimento del benazepril, ma comunque la
quantità assorbita e la conversione a metabolita non
vengono influenzati.
Il benazepril cloridrato puo' quindi essere assunto
contemporaneamente o meno al cibo.
La cinetica plasmatica del benazepril e' caratterizzata da una
rapida eliminazione (completa dopo 4 ore). Il benazeprilato
presenta una eliminazione bifasica. La sua fase terminale di
eliminazione, superiore alle 24 ore, probabilmente riflette lo
stretto legame del preparato all'enzima di conversione
dell'angiotensina (ACE).
La cinetica non si modifica durante somministrazione ripetuta
di dosi di 5-20 mg di benazepril una volta al dì,
nè si sono osservati fenomeni di accumulo del benazepril.
La percentuale di accumulo del benazeprilato è minima: in
base all'AUC, è circa il 20% più alta che
nell'intervallo successivo alla prima dose.
L'emivita effettiva per l'accumulo del benazeprilato è
di 10-11 ore. Lo steady-state viene raggiunto dopo 2-3
giorni.
La clearance metabolica è la principale via
d'eliminazione del benazepril. Il benazeprilato è
eliminato attraverso i reni e la bile; l'eliminazione renale
è comunque predominante in soggetti con funzione renale
normale. La clearance metabolica del benazeprilato disponibile
sistemicamente è di secondaria importanza.
Dopo somministrazione orale di benazepril cloridrato solo
tracce di farmaco immodificato (< 1%) vengono escrete con le
urine mentre il 20% circa della dose viene escreta come
benazeprilato. Altri due metaboliti sono coniugati
acilglicuronici del benazepril e del benazeprilato.
A dosi comprese tra 5 e 20 mg, l'AUC e il picco di
concentrazione plasmatica del benazepril e del benazeprilato sono
pressochè proporzionali alla dose.
Le variazioni della cinetica rispetto alla proporzionalita'
alla dose, sono piccole ma statisticamente significative se
confrontate con un ampio range della dose (2-80 mg).
Ciò può essere imputabile alla saturazione del
legame del benazeprilato con l'enzima di conversione
dell'angiotensina. Il benazepril ed il benazeprilato sono legati
alle proteine sieriche umane, principalmente all'albumina, fino
al 95%.
Nei pazienti con ipertensione arteriosa, lo steady-state
determinato attraverso le concentrazioni plasmatiche di
benazeprilato mostra una correlazione con l'entita' della dose
giornaliera.
Non si verifica una differenza sostanziale nella cinetica del
benazepril e del benazeprilato negli anziani, nei pazienti con
lieve o moderata insufficienza renale (clearance della creatinina
compresa tra 30 e 80 ml/min) e nei pazienti con sindrome
nefrosica.
In pazienti con disfunzioni epatiche dovute a cirrosi, la
cinetica e la biodisponibilità del benazeprilato non
vengono influenzate per cui non risulta necessario un
aggiustamento della dose.
La cinetica del benazeprilato è sostanzialmente
influenzata in caso di grave insufficienza renale (clearance
della creatinina < 30 ml/min) con eliminazione più
lenta ed accumulo maggiore, che rendono necessaria una riduzione
della dose.
Benazepril e benazeprilato sono eliminati dal plasma anche in
pazienti con insufficienza renale terminale, con cinetica simile
a quella osservata in pazienti con grave insufficienza renale. La
clearance non renale (cioè quella metabolica o biliare)
compensa quindi l'insufficiente clearance renale.
Una regolare emodialisi iniziata almeno 2 ore dopo
l'assunzione di benazepril cloridrato non altera
significativamente le concentrazioni plasmatiche di benazepril e
benazeprilato, per cui non sono necessarie dosi supplementari
dopo la dialisi.
Solo una piccola quantità di benazeprilato viene
rimossa dall'organismo con la dialisi.
Nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia (ICC) le
concentrazioni di steady-state di benazeprilato tendono ad essere
più alte di quelle riscontrate in volontari sani o nei
pazienti ipertesi, suggerendo un possibile rallentamento della
eliminazione plasmatica.
Ne deriva che il dosaggio iniziale raccomandato per i pazienti
con ICC risulta più basso di quello per i pazienti
ipertesi.
La disponibilita' del benazepril non e' influenzata dai
seguenti farmaci somministrati contemporaneamente:
idroclorotiazide, furosemide, clor-talidone, digossina,
propranololo, atenololo, nifedipina, naprossene, acido
acetilsalicilico, cimetidina. D'altro canto la somministrazione
di benazepril non modifica sostanzialmente la disponibilita' di
questi farmaci (la cinetica della cimetidina non e' stata
studiata).
Studi di tossicita' cronica in topo, ratto, cane e babbuino
hanno dimostrato che il benazepril e' ben tollerato; solo a dosi
> di 10 mg/kg si e' verificata ipertrofia e/o iperplasia delle
cellule dell'apparato juxtaglomerulare, am-piamente
reversibili.
Negli studi condotti con benazepril non sono stati evidenziati
effetti mutageni, carcinogeni o teratogeni.
Zinadril - Zinadril 5: silice precipitata; cellulosa
microcristallina; olio di ricino idrogenato; lattosio; amido di
mais pregelatinizzato; polivinilpirrolidone;
metilidrossipropilcellulosa; ferro ossido giallo;
polietilenglicole 8000; talco; titanio biossido.
Nessuna nota.
3 anni
Proteggere dall’umidità. Conservare a
temperatura inferiore a 30°C.
Blister di PVC con copertura d’alluminio, saldato su
supporto d’alluminio.
Astuccio da 14 compresse laccate divisibili da 10 mg
Astuccio da 28 compresse laccate divisibili da 5 mg
Nessuna.
Errekappa Euroterapici S.p.A, Via Ciro Menotti 1/A –
20129 Milano
Prodotto su licenza di:
Novartis Farma S.p.A.
Compresse laccate divisibili da 10 mg, A.I.C. n. 027573029
Compresse laccate divisibili da 5 mg, A.I.C. n. 027573031
Da vendere solo dietro presentazione di ricetta medica.
12.02.1991/6.2000
Nessuna.
6.2000