Cefoperazone sale sodico mg 517 pari a Cefoperazone mg
500.
Cefoperazone sale sodico mg 1034 pari a Cefoperazone mg
1000.
Lidocainacloridrato mg 10 - acqua per preparazioni iniettabili
q.b. a ml 2.
Lidocainacloridrato mg 15 - acqua per preparazioni iniettabili
q.b. a ml 3.
- [Vedi Indice]
Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di
accertata o presunta origine da Gram-negativi resistenti ai
più comuni antibiotici.
In particolare, trova indicazione nelle suddette infezioni in
pazienti defedati e/o immunodepressi.
Adulti: 2-4 g/die in due somministrazioni uguali
equidistanziate (ogni 12 ore).
Nelle infezioni particolarmente gravi fino a 8 g/die in due
dosi uguali
Sono stati somministrati fino a 12 g/die suddivisi In 3
somministrazioni uguali ogni 8 ore.
Nei nefropatici con filtrato glomerulare 18 ml/min o con
creatininemia 3,5 mg/100 ml è consigliabile non superare i
4 g/die.
Bambini: 50-200 mg/kg/die suddivisi in 2 (ogni 12 ore) o
più somministrazioni, in caso di necessità.
In casi eccezionali sono state somministrate, senza
complicanze, dosi superiori a 200 mg/kg/die.
Ipersensibilità già nota verso le cefalosporine
(e verso la lidocaina per le preparazioni che la contengono).
Data la possibile allergia crociata tra penicilline o
cefalosporine, occorre accertare, prima di somministrare il
farmaco, l'esistenza di precedenti reazioni di
ipersensibilità nei confronti di cefalosporine,
penicilline od altri farmaci.
Sono stati infatti segnalati casi di pazienti che hanno
presentato reazioni, talora anche di tipo anafilattico, ad
entrambi queste classi di antibiotici
Il Cefoperazone va quindi somministrato con cautela ai
pazienti sensibili alla penicillina.
Gli antibiotici vanno somministrati con cautela ad ogni
paziente che abbia presentato qualche forma di allergia, in
particolare ai farmaci.
Nei pazienti affetti da epatopatia e/o da ostruzione delle vie
biliari, l'emivita sierica del cefoperazone è generalmente
prolungata e l'eliminazione renale aumentata.
In assenza di concomitante insufficienza renale si possono
somministrare negli adulti 2 g/die, suddivisi in due
somministrazioni, senza rischio di accumulo.
Per posologie superiori ai 2 g/die è necessario
monitorare le concentrazioni sieriche del farmaco.
Nei pazienti affetti contemporaneamente da insufficienza
epatica e renale sarà opportuno rinunciare all'impiego di
Cefoperazone.
L'emodialisi riduce lievemente l'emivita di Cefoperarone,
pertanto il farmaco va somministrato dopo la seduta
dialitica.
Analogamente a quanto segnalato con altre cefalosporine, in
corso di trattamento con Cefoperazone, è stata descritta a
seguito dell'ingestione di alcool (e fino a 5 giorni dopo
l'ultima somministrazione) una reazione caratterizzata da
arrossamento intenso del volto, sudorazione, cefalea e
tachicardia.
E' pertanto ncessario evitare l`assunzione di alcool sotto
qualsiasi forma in corso di trattamento con Cefoperazone.
La somministrarione concomitante di cefalosporine e
aminoglucosidi può deterrninare effetti nefrotossici.
Le soluzioni contenenti lidocaina non possono essere
utilizzate nei bambini al di sotto dei 30 mesi di età.
Avvertenze
In caso di reazione allergica si deve interrompere la terapia
ed istituire un trattamento idoneo (amine vasopressorie,
antiistaminici, corticosteroidi) o, in presenza di anafilassi, un
immediato trattamento con adrenalina od altre opportune misure di
emergenza.
L'insorgenza di una qualsiasi reazione di tipo allergico
impone la sospensione del trattamento.
Casi di colite pseudomembranosa sono stati segnalati con l'uso
di cefalosporine (e di altri antibiotici a largo spettro);
perciò è importante prendere in considerazione
questa eventualità nei pazienti che presentano diarrea in
conseguenza dell'uso di antibiotici.
II trattamento con antibiotici a largo spettro altera la
normale flora batterica del colon e ciò può
consentire la crescita dei clostridi.
Alcuni studi hanno evidenziato che una delle cause principali
di colite associata agli antibiotici è una tossina
prodotta dal Clostridium difficile.
Casi lievi di colite si possono risolvere con la semplice
interruzione della terapia. Casi di colite moderati e gravi vanno
trattati con l'integrazione delle perdite di liquidi, elettroliti
e proteine.
Se la colite non si risolve con l'interruzione della terapia o
è grave, il trattamento di scelta per la colite
pseudomembranosa da antibiotico, causata dal Clostridium
difficile, è la vancomicina per via orale.
Bisogna anche valutare la possibilità di altre cause
per la colite.
Come con altri antibiotici, sono stati segnalati casi di
deficit di vitamina K in corso di trattamento con
Cefoperazone.
Con tutta probabiltà tale fenomeno va ricondotto alla
soppressione della flora batterica intestinale che normalmente
sintetizza questa vitamina e i soggetti a rischio appaiono essere
quelli sottoposti a dieta deficitaria o con condizioni di
malassorbimento (es. fibrosi cistica) o in pazienti alimentati
per lunghi periodi per via endovenosa.
Con l'uso di Cefoperazone possono verificarsi rari casi di
ipotrombinemia.
Sono maggiormente a rischio di emorragie e di fenomeni
tromboembolici i pazienti con disordini primari e secondari della
emocoagulazione (trombocitopenia, trombopatia o altri disordini
della coagulazione).
In tutti questi pazienti "a rischio" è opportuno
effettuare il test di Quick ogni due/tre giorni e somministrare
vitamina K (10 mg per settimana).
Come per altre betalattamine, durante un trattamento
prolungato con Cefoperazone, possono svilupparsi resistenze
microbiche; tale evenienza è maggiore verso microorganismi
opportunisti specialmente enterobacteriacee e pseudomonas in
soggetti immunodepressi e, probabilmente, associando tra loro
più betalattamine.
Si può verificare una falsa positività della
glicosuria se si impiegano i reattivi di Fehling, di Benedict e
"Clinitest".
Se il Cefoperazone viene impiegato in associazione con
aminoglicosidi è necessario il monitoraggio della
funzionalità renale durante il trattamento.
I due farmaci non vanno miscelati nella stessa siringa e
devono essere iniettati in sedi diverse, dato che tra essi esiste
una incompatibilità di ordine chimico-fisico.
Fra le precauzioni d'uso sono descritti gli effetti da
contemporanea assunzione di alcool.
Benché negli esperimenti sugli animali di laboratorio
non si siano osservati effetti teratogeni, non è
dimostrato che il Cefoperazone possa essere utilizzato in tutta
sicurezza nella gravidanza e nell'allattamento. L'antibiotico
è reperibile in concentrazioni ridotte nel latte
materno.
Il Cefoperazone è stato somministrato con successo
nell'infanzia.
Non è stato però esaurientemente studiato nei
prematuri e nei neonati fino a sei mesi di vita. Pertanto, nelle
donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia, il
prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità,
sotto il
diretto controllo del medico.
Non interferisce sulla capacità di guidare e sul l'uso
di macchine.
Come con altre cefalosporine, anche con il Cefoperazone si
possono manifestare le seguenti reazioni secondarie:
Ipersensibilità: eruzioni maculo-papulose, orticaria,
febbre ed eosinofilia, reazioni anafilattiche
Effetti ematologici: per somministrazione protratta,
neutropenia reversibile e/o eosinofilia transitoria e rari casi
di ipoprotrombinemia, talora riduzione dell'emoglobina e
dell'ematocrito.
In corso di trattamento prolungato si può osservare una
falsa positività del test di Coombs diretto.
Funzionalità epatica: possibile transitorio aumento
di SGOT, SGPT, fosfatasi alcalina.
Funzionalità renale: segnalato transitorio aumento
di azotemia e creatinina sierica.
Effetti gastro-intestinali: segnalate transitorie
modificazioni dell'alvo (feci molli o diarrea), nausea e vomito.
La diarrea in genere risponde alla terapia sintomatica o alla
sospensione dell'antibiotico. Se persistente, considerare
l'eventualità dell'insorgenza di colite
pseudomembranosa.
Reazioni locali: occasionalmente dolenzia transitoria in sede
di inoculo dopo somministrazione intramuscolare.
Come altre cefalosporine, può determinare flebiti nella
sede di infusione, a seguito di somministrazione con catetere
endovenoso. Segnalati raramente tremori, cefalea, vertigini.
Il Cefoperarone è dializzabile.
In caso di sovradosaggio il farmaco può essere
eliminato mediante trattamento emodialitico o dialisi
peritoneale.
II Cefoperazone è una cefalosporina semi-sintetica di
"terza generazione", per uso parenterale, resistente a molte
beta-lattamasi e dotata di attività antibatterica ad ampio
spettro nei confronti di numerosi germi Gram-positivi, germi
Gram-negativi, aerobi ed anerobi.
Tossicologia
La DL50 nel topo (via orale e sottocutanea) è superiore
a 13-15 g/kg; per via endovenosa, nella stessa specie animale,
è pari a 4,76 g/kg nei maschi e a 3,84 g/kg nelle
femmine.
Negli studi a lungo termine nel cane, non ha determinato
lesioni istologiche a carico del rene.
A dosi di 1-2 g/kg/die per 4 settimane, nel ratto non ha
provocato lesioni istopatologiche significative a carico
dell'orecchio interno.
Dosi fino a 10 volte superiori a quelle impiegate nell'uomo
non hanno evidenziato nel topo, ratto e scimmia, alcuna
compromissione della fertilità ne attività
teratogena.
Farmacocinetica nell'uomo
Non assorbito dal tubo gastro-enterico.
Picco di concentrazione sierica di 22, 33, 65 mcg/ml in media
dopo 1 h dalla somministrazione i.m. di 0,25, 0,25 e 1g
rispettivamente; e di 153, 252 e 340 mcg/ml dopo infusione e.v
per 15 minuti a velocità costante di 1-2 e 3 g
rispettivamente.
Legame reversibile con proteine plasmatiche: circa 90%;
emivita media del siero: circa 2 ore, indipendentemente dalla via
di somministrazione (nei neonati l'emivita è compresa in
un range di 6-12 ore, correlato alla durata della
gestazione).
Raggiunge concentrarioni terapeutiche in tutti i liquidi e
tessuti esaminati: liquido ascitico, liquido peritoneale, liquido
cefalorachidiano (in pazienti con infiammazione meningea) urine,
bile e parete della colecisti, espettorato, polmone, tonsilla
palatina, mucosa dei seni paranasali, orecchietta atriale, rene,
uretere, prostata, testicolo, utero, tube di Falloppio, tessuto
osseo, sangue ombelicale e liquido amniotico.
Il Cefoperazone viene eliminato sia con la bile (70-80%) che
con le urine (20-30%).
Concentrazioni massime nella bile, a 3 h dalla
somministrazione e.v. di 2 g: 6.000 mcg/ml.
Concentrazioni urinarie massime: 2.200 mcg/ml (dopo infusione
e.v. di 2 g).
II farmaco è eliminato in forma attiva (meno dell'l %
viene metabolizzato). Non spiazza la bilirubina dal legame con le
proteine plasmatiche.
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Il Cefoperazone non va mescolato con aminoglucosidi
24 mesi allo stato secco. In soluzione è stabile per 24
ore se conservato alle temperature tra i 5° e i 25°C.
Nulla da segnalare.
Flacone di vetro con tappo di gomma perforabile e ghiera di
alluminio più fiala in vetro per solvente.
ZONCEF 500 mg
ZONCEF 1000 mg
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AGIPS FARMACEUTICI - Via Amendola, 4 RAPALLO.
ZONCEF 500 mg codice 025783022 del Ministero della
Sanità.
ZONCEF 1g codice 025783010 del Ministero della
Sanità.
Da vendersi su presentazione di ricetta medica ripetibile.
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Non soggetta alla legge n° 685/75.
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