Ciascuna compressa contiene 150 mg di bupropione come
cloridrato.
Compressa a rilascio prolungato .
Compressa rotonda, bianca, rivestita con film, biconvessa, con
impressa su un lato la sigla GX CH7 e liscia sull’altro
lato.
- [Vedi Indice]
ZYBAN compresse è indicato come aiuto alla cessazione
dell’abitudine al fumo unitamente ad un supporto
motivazionale in pazienti nicotino-dipendenti.
Le compresse di ZYBAN devono essere deglutite intere e non
debbono essere frantumate o masticate.
I pazienti devono essere trattati per 7-9 settimane.
Nonostante non siano attese reazioni dovute alla cessazione
dell’assunzione di ZYBAN, può essere preso in
considerazione un periodo di riduzione progressiva
dell’assunzione del farmaco.
Nel caso non si manifesti alcun effetto alla settima
settimana, il trattamento deve essere interrotto.
Adulti
Si raccomanda di iniziare il trattamento mentre il paziente
è ancora fumatore e di fissare una “data di
cessazione dell’abitudine al fumo” ovvero lo stopping
day entro le prime due settimane di trattamento con ZYBAN,
preferibilmente durante la seconda settimana.
La dose iniziale è di 150 mg da assumersi una volta al
giorno per sei giorni, aumentando a 150 mg due volte al giorno a
partire dal settimo giorno. Fra due dosi successive deve essere
lasciato un intervallo di almeno 8 ore.
La dose singola massima non deve superare i 150 mg e la dose
totale giornaliera massima non deve superare i 300 mg.
Bambini ed Adolescenti
L’impiego in pazienti di età inferiore a 18 anni
non è raccomandato in quanto la sicurezza e
l’efficacia di ZYBAN compresse non sono state valutate in
tali pazienti.
ZYBAN deve essere somministrato con cautela nei pazienti
anziani. In alcuni individui anziani non può essere
esclusa una maggiore sensibilità. La dose raccomandata
nell’anziano è di 150 mg una volta al giorno.
Pazienti con insufficienza epatica
ZYBAN deve essere somministrato con cautela nei pazienti con
insufficienza epatica. A causa della maggiore variabilità
della farmacocinetica in pazienti con insufficienza epatica
lieve-moderata, la dose raccomandata in tali pazienti è di
150 mg una volta al giorno.
Pazienti con insufficienza renale
ZYBAN deve essere somministrato con cautela nei pazienti con
insufficienza renale. La dose raccomandata in tali pazienti
è di 150 mg una volta al giorno.
ZYBAN è controindicato in pazienti con
ipersensibilità al bupropione o ad uno qualsiasi degli
altri eccipienti della preparazione.
ZYBAN è controindicato in pazienti con patologie a
carattere convulsivo in corso o con qualsiasi precedente di
convulsioni.
ZYBAN è controindicato in pazienti per i quali sia nota
una patologia tumorale del sistema nervoso centrale (SNC).
ZYBAN è controindicato nei pazienti che, in qualsiasi
momento durante il trattamento, interrompano bruscamente
l’assunzione di alcool o di qualsiasi medicinale noto per
essere associato con il rischio di convulsioni alla sospensione
(in particolare benzodiazepine o farmaci
benzodiazepino-simili).
ZYBAN è controindicato in pazienti con diagnosi attuale
o pregressa di bulimia od anoressia nervosa.
ZYBAN è controindicato in pazienti con cirrosi epatica
grave.
E’ controindicato l’uso concomitante di ZYBAN e di
inibitori delle monoamino-ossidasi (IMAO). Fra
l’interruzione del trattamento con inibitori irreversibili
delle monoamino-ossidasi e l’inizio del trattamento con
ZYBAN devono trascorrere almeno 14 giorni. Per gli inibitori
reversibili delle monoamino-ossidasi, è sufficiente un
periodo di 24 ore.
ZYBAN è controindicato in pazienti con anamnesi di
disordini bipolari.
Patologie convulsive
Non si deve superare la dose raccomandata di ZYBAN
poiché l’uso di bupropione è associato con un
rischio di convulsioni correlato al dosaggio. A dosi fino alla
dose massima giornaliera raccomandata (300 mg di ZYBAN al
giorno), l’incidenza di convulsioni è di circa lo
0,1% (1/1000).
In presenza di fattori di rischio che abbassano la soglia alle
convulsioni, l’uso di ZYBAN aumenta il rischio di crisi
convulsive.
ZYBAN non deve essere impiegato in pazienti che presentino
fattori di rischio predisponenti a meno che non sussistano
ragioni cliniche irrinunciabili sulla base delle quali
l’aumento del rischio di convulsioni sia giustificato dal
potenziale beneficio medico atteso dalla cessazione del fumo.
In questi pazienti dovrebbe essere adottata una dose massima
di 150 mg al giorno per tutta la durata del trattamento.
Tutti i pazienti devono essere sottoposti ad una valutazione
dei fattori di rischio predisponenti alla comparsa di
convulsioni, che includono:
la somministrazione concomitante di altri farmaci noti per
abbassare la soglia della comparsa di convulsioni (ad es.:
antipsicotici, antidepressivi, antimalarici, tramadolo,
teofillina, corticosteroidi sistemici, chinoloni e farmaci
antistaminici con proprietà sedative). Per i pazienti cui
vengano prescritti tali farmaci durante il trattamento con ZYBAN.
deve essere adottata una dose massima di 150 mg al giorno di
ZYBAN per il rimanente periodo di trattamento.
alcolismo
precedente trauma cranico
diabete trattato con ipoglicemizzanti od insulina
uso di farmaci anoressizzanti o stimolanti
La terapia con ZYBAN deve essere interrotta, e non
successivamente ripresa, in pazienti in cui si siano verificate
convulsioni durante il trattamento.
Interazioni (vedere 4.5. Interazioni con altri farmaci
e altre forme di interazione)
I livelli plasmatici di bupropione o dei suoi metaboliti
possono essere alterati a causa di interazioni farmacocinetiche,
che potrebbero aumentare il rischio di insorgenza di eventi
avversi (p. es. secchezza delle fauci, insonnia, convulsioni)
Deve pertanto essere usata cautela quando bupropione viene
somministrato in concomitanza con prodotti medicinali che possono
indurre o inibire il metabolismo di bupropione.
Bupropione inibisce il metabolismo indotto dal citocromo P450
2D6. Si consiglia quindi cautela nella somministrazione
concomitante di prodotti medicinali metabolizzati da questo
enzima .
Dati clinici limitati suggeriscono che possono essere ottenute
percentuali più elevate di cessazione dell’abitudine
al fumo mediante l’impiego di ZYBAN in associazione con
Sistemi per la somministrazione transdermica di nicotina (STN).
Tuttavia, qualora venga adottata tale terapia di combinazione, si
deve adottare cautela e si raccomanda di eseguire settimanalmente
il controllo della pressione arteriosa per verificare la
possibile insorgenza di aumenti pressori durante il trattamento.
Prima di iniziare una terapia di associazione con un Sistema per
la somministrazione Transdermica di Nicotina (STN), il medico
deve consultare il riassunto delle caratteristiche del prodotto
del STN interessato.
Ipersensibilità
L’uso di ZYBAN deve essere interrotto se il paziente
manifesta ipersensibilità o reazioni anafilattiche (ad es.
rash cutaneo, prurito, orticaria, dolore al torace, edema o
dispnea) durante il trattamento. Sono stati riportati anche
artralgia, mialgia e febbre associati a rash e ad altri sintomi
associabili a ipersensibilità ritardata. Questi sintomi
possono essere assimilati alla cosiddetta malattia da siero (vedi
4.8 Effetti indesiderati). Nella maggior parte dei pazienti i
sintomi regrediscono con l’interruzione di bupropione e con
la somministrazione di antistaminici o corticosteroidi, e si
risolvono nel tempo.
Pazienti appartenenti a gruppi specifici
Anziani- L’esperienza clinica con
bupropione non ha identificato alcuna differenza nella
tollerabilità fra i pazienti anziani e gli altri adulti.
Tuttavia non si può escludere una maggiore
sensibilità di alcuni anziani. Pertanto, poiché i
pazienti più anziani possono con maggiore
probabilità avere una funzione renale ridotta, in tali
pazienti la dose raccomandata è di 150 mg una volta al
giorno.
Pazienti con insufficienza epatica - Bupropione
viene ampiamente metabolizzato nel fegato a metaboliti attivi che
a loro volta sono ulteriormente metabolizzati. Non sono state
osservate differenze statisticamente significative nella
farmacocinetica di bupropione quando somministrato a pazienti con
cirrosi da lieve a moderata, rispetto a volontari sani, ma i
livelli plasmatici di bupropione si sono mostrati soggetti ad una
maggiore variabilità fra i singoli pazienti. Pertanto
ZYBAN deve essere impiegato con cautela in pazienti con
insufficienza epatica da lieve a moderata per i quali è
raccomandata la dose di 150 mg una volta al giorno.
Tutti i pazienti con insufficienza epatica devono essere
attentamente controllati per la possibile insorgenza di effetti
collaterali (ad es., insonnia, secchezza delle fauci) che
potrebbero indicare livelli elevati del farmaco o dei suoi
metaboliti.
Pazienti con insufficienza renale - I pazienti
con insufficienza renale non sono stati studiati. Bupropione
viene escreto principalmente nelle urine così come i suoi
metaboliti. Pertanto in pazienti con insufficienza renale si
raccomanda la dose di 150 mg una volta al giorno, poichè
bupropione e i suoi metaboliti possono accumularsi in tali
pazienti in grado superiore al normale. Il paziente deve essere
attentamente controllato per possibili eventi avversi che
potrebbero indicare livelli elevati del farmaco o dei suoi
metaboliti.
Altre precauzioni - Poiché
l’attività farmacologica di bupropione è
simile a quella di alcuni antidepressivi, sussiste il rischio che
ZYBAN possa far precipitare episodi di psicosi in pazienti
suscettibili.
I dati degli studi negli animali suggeriscono
l’esistenza di un potenziale di abuso del farmaco. Tuttavia
gli studi condotti nell’uomo circa il potenziale di abuso
del farmaco dimostrano che bupropione possiede un basso
potenziale di indurre abuso.
In pazienti che assumono prodotti medicinali noti per
abbassare la soglia delle convulsioni, ZYBAN deve essere
impiegato solo se sussistano ragioni cliniche irrinunciabili
sulla base delle quali l’aumento del rischio di convulsioni
sia giustificato dal potenziale beneficio medico atteso dalla
cessazione del fumo (vedere 4.4 Speciali avvertenze e Precauzioni
per l’uso).
L’effetto di bupropione su altri medicinali:
Sebbene non sia metabolizzato dall’isoenzima CYP2D6,
bupropione ed il suo principale metabolita, idrossibupropione,
sono inibitori della via metabolica mediata dall’isoenzima
CYP2D6. La somministrazione contemporanea di bupropione
cloridrato e desipramina in volontari sani, noti quali
metabolizzatori estensivi dell’isoenzima CYP2D6, ha
determinato aumenti rilevanti (da 2 a 5 volte) della
Cmax e della AUC della desipramina.
L’inibizione dell’isoenzima CYP2D6 è
rimasta presente per almeno 7 giorni dopo l’ultima dose di
bupropione cloridrato.
Sebbene non sia stata formalmente studiata, la terapia
concomitante con prodotti medicinali con ridotto indice
terapeutico, principalmente metabolizzati dall’isoenzima
CYP2D6 deve essere iniziata al livello inferiore
dell’intervallo posologico del farmaco somministrato in
concomitanza. Tali medicinali includono certi antidepressivi
(p.es. desipramina, imipramina, paroxetina), antipsicotici (p.es.
risperidone, tioridazina), beta-bloccanti (p.es. metoprololo), e
anti-aritmici di Tipo 1C (p.es. propafenone, flecainide) Se ZYBAN
viene aggiunto al trattamento di un paziente già in
terapia con uno di tali medicinali, deve essere presa in
considerazione la necessità di diminuire la dose del
farmaco originale. In questi casi deve essere attentamente
considerato il beneficio atteso dal trattamento con ZYBAN
rispetto ai rischi potenziali.
L’effetto di altri medicinali su bupropione:
Risultati di studiin vitro indicano che bupropione
è metabolizzato nel suo maggiore metabolita attivo
idrossibupropione, principalmente dal citocromo P450 CYP2B6 (vedi
5.2 Proprietà farmacocinetiche). Pertanto si deve porre
cautela quando ZYBAN viene somministrato insieme con prodotti
medicinali noti per interessare l’isoenzima CYP2B6 (ad es.
orfenadrina, ciclofosfamide, ifosfamide).
Poiché bupropione viene ampiamente metabolizzato, si
consiglia cautela quando venga somministrato in concomitanza di
prodotti medicinali noti per indurre il metabolismo (ad es.
carbamazepina, fenitoina) o di inibirlo (p. es. valproato)
perché questi possono modificare la sua efficacia clinica
e la sua sicurezza.
La nicotina, somministrata mediante sistemi per la
somministrazione transdermica (cerotti), non ha manifestato
effetti sulla farmacocinetica del bupropione e dei suoi
metaboliti.
Altre interazioni:
Il fumo è associato con un aumento
dell’attività del complesso enzimatico CYP1A2. A
seguito della cessazione dell’abitudine al fumo, si
può verificare una riduzione nella clearance dei
medicinali metabolizzati da questo enzima. Ciò può
dar luogo all’aumento dei livelli plasmatici di tali
prodotti medicinali. Tale aumento può essere
particolarmente importante per quei medicinali, con ridotto
indice terapeutico (quali ad es., teofillina, tacrina e
clozapina) che sono principalmente metabolizzati dal sistema
enzimatico CYP1A2.
Non sono conosciute le conseguenze cliniche della cessazione
dell’abitudine al fumo su altri prodotti medicinali che
sono metabolizzati parzialmente dal complesso enzimatico CYP1A2
(quali ad esempio imipramina, olanzapina, clomipramina e
fluvoxamina). Inoltre, dati limitati indicano che il metabolismo
della flecainide o della pentazocina possono anche essere indotti
dall’abitudine al fumo.
La somministrazione di ZYBAN a pazienti che sono in
trattamento con levodopa deve essere intrapresa con cautela. Dati
clinici limitati suggeriscono una maggiore incidenza di eventi
avversi (p.es. nausea, vomito, eccitazione, irrequietezza e
tremori posturali) in pazienti che ricevono la somministrazione
concomitante di bupropione e di levodopa.
Poiché gli inibitori delle monoamino ossidasi A e B
promuovono anch’essi il metabolismo delle catecolamine, con
un meccanismo differente da quello del bupropione,
l’impiego concomitante di ZYBAN e degli inibitori delle
monoamino ossidasi è controindicato (vedi 4.3
Controindicazioni). Esiste infatti un aumento della
possibilità di effetti collaterali a seguito della
somministrazione concomitante di tali farmaci. Si devono lasciar
trascorrere almeno 14 giorni dall’interrruzione del
trattamento con inibitori irreversibili delle monoamino ossidasi
(IMAO) e l’inizio del trattamento con ZYBAN. Per quanto
riguarda gli inibitori reversibili delle monoamino ossidasi
(IMAO) è sufficiente un periodo di 24 ore.
La sicurezza di ZYBAN per l’uso in gravidanza non
è stata stabilita.
La valutazione degli studi sperimentali nell’animale non
ha indicato effetti dannosi diretti od indiretti sullo sviluppo
embrio-fetale, sull’andamento della gestazione o sullo
sviluppo peri- o post-natale. L’esposizione
nell’animale, tuttavia, era simile all’esposizione
sistemica raggiunta nell’uomo alla massima dose
raccomandata. Il rischio potenziale nell’uomo non è
noto.
Le donne in gravidanza dovrebbero essere incoraggiate a
smettere di fumare senza l’impiego di una terapia
farmacologica. ZYBAN non deve essere usato in gravidanza.
Poiché bupropione ed i suoi metaboliti sono escreti nel
latte umano, si deve raccomandare alle madri di non allattare al
seno durante il trattamento con ZYBAN.
Come con altri farmaci che agiscono sul sistema nervoso
centrale (SNC), bupropione può influenzare la
capacità di effettuare compiti che richiedano
capacità di giudizio o abilità motorie e cognitive.
E’ stato anche segnalato che ZYBAN può causare
vertigini e senso di leggerezza alla testa. Pertanto i pazienti
debbono porre particolare attenzione prima di guidare o di usare
macchinari fino a che non siano ragionevolmente certi che ZYBAN
compresse non influenza in maniera negativa le loro
prestazioni.
La lista sotto riportata fornisce informazioni sugli effetti
indesiderati identificati dall’esperienza clinica,
suddivisi per incidenza e sistema corporeo. E’ importante
tenere conto che la cessazione dell’abitudine al fumo viene
spesso associata con i sintomi derivanti dall’astinenza da
nicotina (p. es. agitazione, insonnia, tremore, sudorazione),
alcuni dei quali vengono riscontrati anche tra gli eventi avversi
associati a ZYBAN.
Gli effetti indesiderati sono elencati in accordo con la
frequenza della loro manifestazione, secondo la seguente
convenzione:
comune (>1/100, <1/10); non comune (>1/1.000, <
1/100); raro (>1/10.000, <1/1.000).
|
Cardiovascolari
|
Non comuni
|
Tachicardia, aumento pressorio (talvolta grave), vampate.
|
|
Rari
|
Vasodilatazione, ipotensione posturale, sincope
|
|
SNC
|
Comuni
|
Insonnia, tremore, disturbi della concentrazione, cefalea,
vertigini, depressione, agitazione, ansia.
|
|
Non comuni
|
Confusione
|
|
Rari
|
Convulsioni (vedere nota a fine tabella), irritabilità,
ostilità, allucinazioni
|
|
Endocrini e metabolici
|
Non comuni
|
Anoressia
|
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Gastrointestinali
|
Comuni
|
Secchezza delle fauci, disturbi gastrointestinali inclusi
nausea e vomito, dolore addominale, stipsi.
|
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Generali (corpo)
|
Comuni
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Febbre
|
|
Non comuni
|
Dolore toracico, astenia
|
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Cutanei / Ipersensibilità
|
Comuni
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Rash, prurito, sudorazione.
Reazioni di ipersensibilità come l’orticaria
|
|
Rari
|
Reazioni di ipersensibilità più gravi, incluse
angioedema, dispnea/broncospasmo e shock anafilattico.
Artralgia, mialgia e febbre sono state anche segnalate in
associazione con rash ed altri sintomi suggestivi di
ipersensibilità ritardata. Questi sintomi possono essere
simili a quelli della malattia da siero.
Sono stati segnalati anche eritema multiforme e sindrome di
Stevens Johnson.
|
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Sensorio
|
Comuni
|
Disturbi del gusto
|
|
Non comuni
|
Tinnito, disturbi visivi
|
L’incidenza di convulsioni è circa dello 0,1%
(1/1.000). Il tipo più comune di convulsioni è
quello delle convulsioni generalizzate tonico-cloniche, una
tipologia che può dar luogo in alcuni casi a confusione o
deficit nella memoria successivi all’attacco (Vedere 4.4
Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso).
E’ stata segnalata l’ingestione di dosi superiori
a 10 volte la massima dose terapeutica. Oltre agli eventi
riportati nella sezione Effetti indesiderati, il sovradosaggio ha
dato luogo a sintomi, quali sonnolenza e perdita di
coscienza.
Sebbene la maggior parte dei pazienti si siano ristabiliti
senza sequele, sono stati raramente riportati casi di morte
associati con sovradosaggi di bupropione in pazienti che avevano
ingerito dosi molto elevate del farmaco.
Trattamento: in caso di sovradosaggio, si consiglia
l’ospedalizzazione del paziente.
Devono essere assicurate una adeguata pervietà delle
vie aeree, ossigenazione e ventilazione. La lavanda gastrica
può essere indicata se effettuata in tempo breve
dall’ingestione del farmaco. E’ raccomandato anche
l’uso di carbone attivo. Non è noto alcun antidoto
specifico per bupropione.
Codice ATC: N06A X12 (altri antidepressivi).
Bupropione è un inibitore selettivo del re-uptake
neuronale delle catecolamine (noradrenalina e dopamina) con
effetti minimi sul re-uptake delle indolamine (serotonina) e non
inibisce la monoamino-ossidasi. Il meccanismo con il quale
bupropione favorisce la capacità dei pazienti di astenersi
dal fumo non è noto. Tuttavia, si presume che questa
azione sia mediata da meccanismi noradrenergici e/o
dopaminergici.
Assorbimento
A seguito della somministrazione orale di 150 mg di bupropione
cloridrato in compresse a rilascio prolungato in volontari sani,
si ottengono picchi di concentrazioni plasmatiche
(Cmax) di circa 100 nanogrammi per ml in un lasso di
tempo compreso tra 2,5 e 3 ore circa.
I valori della AUC e della Cmax di bupropione e dei
suoi metaboliti attivi idrossibupropione e
treoidrobupropioneaumentano proporzionalmente alla dose in un
range di dose da 50-200 mg a seguito di dose singola e in un
range di dose da 300-450 mg/die a seguito di somministrazione
cronica. I valori di Cmax e AUC di idrossibupropione
sono circa 3 e 14 volte più elevati, rispettivamente, dei
valori di Cmax e AUC di bupropione. La Cmax
di treoidrobupropione è comparabile con la Cmax
di bupropione, mentre la AUC di treoidrobupropione è circa
5 volte più elevata di quella di bupropione. I livelli
plasmatici al picco di idrossibupropione e treoidrobupropione
sono raggiunti dopo circa 6 ore la somministrazione di una dose
singola di bupropione. I livelli plasmatici di
eritroidrobupropione (un isomero di treoidrobupropione, che
è anche attivo) non sono quantificabili dopo una singola
dose di bupropione.
In seguito a somministrazione cronica di bupropione 150 mg due
volte al giorno, la Cmax di bupropione è simile
ai valori riportati dopo dose singola. Per idrossibupropione e
treoidrobupropione, i valori di Cmax allo stato
stazionario sono più elevati (circa 4 e 7 volte
rispettivamente) che dopo una dose singola. I livelli plasmatici
di eritroidrobupropione sono comparabili ai livelli plasmatici,
allo stato stazionario, di bupropione. Lo stato stazionario di
bupropione e dei suoi metaboliti è raggiunto entro 5-8
giorni. La biodisponibilità assoluta non è nota; i
dati di escrezione nelle urine, tuttavia, mostrano che almeno
l’87% della dose di bupropione è assorbita.
L’assorbimento di bupropione non è
significativamente modificato dalla contemporanea assunzione di
cibo.
Distribuzione
Bupropione viene ampiamente distribuito con un volume di
distribuzione apparente di circa 2000 litri. Bupropione,
idrossibupropione e treoidrobupropione sono legati moderatamente
alle proteine plasmatiche (84%, 77% e 42%, rispettivamente).
Bupropione e i suoi metaboliti attivi vengono escreti nel
latte umano. Studi nell’animale hanno dimostrato che
bupropione e i suoi metaboliti attivi oltrepassano la barriera
ematoencefalica e la placenta.
Metabolismo
Bupropione è estensivamente metabolizzato
nell’uomo. Sono stati identificati nel plasma tre
metaboliti farmacologicamente attivi: idrossibupropione ed
isomeri amino-alcooli, treoidrobupropione ed
eritroidrobupropione. Essi possono avere importanza clinica dal
momento che le loro concentrazioni plasmatiche sono pari o
più elevate di quelle di bupropione. I metaboliti attivi
sono ulteriormente metabolizzati a metaboliti inattivi (alcuni
dei quali non sono stati pienamente caratterizzati ma possono
includere coniugati) ed escreti nelle urine.
Studiin vitro indicano che bupropione è
metabolizzato nel suo maggior metabolita attivo
idrossibupropione, principalmente da CYP2B6, mentre CYP1A, 2A6,
2C9, 3A4 e 2E1 sono meno coinvolti. Al contrario, la formazione
di treoidrobupropione coinvolge la riduzione carbonilica ma non
coinvolge gli isoenzimi del citocromo P450 (vedi 4.5 Interazioni
con altri medicinali ed altre forme di interazione).
Il potenziale di inibizione di treoidrobupropione e di
eritroidrobupropione verso il citocromo P450 non è stato
studiato.
Bupropione ed idrossibupropione sono entrambi inibitori
dell’isoenzima CYP2D6 con valori di Ki di 21 e
13,3 mM, rispettivamente (vedi 4.5 Interazioni con altri
medicinali ed altre forme di interazione).
A seguito della somministrazione orale di una dose singola da
150 mg di bupropione, non si è osservata differenza, fra
fumatori e non fumatori, nella Cmax, emi-vita,
Tmax, AUC, o nella clearance di bupropione o dei suoi
maggiori metaboliti.
Bupropione ha dimostrato di indurre il proprio metabolismo in
animali a seguito di somministrazione sub-cronica.
Nell’uomo, non esiste evidenza dell’induzione
enzimatica di bupropione o idrossibupropione in volontari o
pazienti trattati con dosi raccomandate di bupropione cloridrato
per 10-45 giorni.
A seguito della somministrazione orale di 200 mg di
14C-bupropione nell’uomo, l’87% ed il 10%
della dose radioattiva è stato ritrovato rispettivamente
nelle urine e nelle feci. La frazione della dose di bupropione
escreta immodificata era solo lo 0,5%, il che è coerente
con l’esteso metabolismo di bupropione. Meno del 10% di
questa dose marcata con 14C era presente nelle urine
come metaboliti attivi.
La clearance apparente media a seguito di somministrazione
orale di bupropione cloridrato è circa di 200 L/h e
l’emivita media di eliminazione di bupropione è di
circa 20 ore.
L’emivita di eliminazione di idrossibupropione è
di circa 20 ore. Le emivite di eliminazione di treoidrobupropione
e di eritroidrobupropione sono più lunghe (37 e 33 ore
rispettivamente).
Gruppi speciali di pazienti
Pazienti con insufficienza renale
L’effetto della patologia renale sulla farmacocinetica
del bupropione non è stata studiata. L’eliminazione
dei metaboliti maggiori del bupropione può essere
modificata da una funzionalità renale ridotta. (vedi 4.4
Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso).
Pazienti con insufficienza epatica
La farmacocinetica di bupropione e dei suoi metaboliti attivi
non è differente, in maniera statisticamente
significativa, in pazienti affetti da cirrosi di grado
lieve-moderato, rispetto a quanto osservato nei volontari sani,
sebbene in tali pazienti si sia osservata una maggiore
variabilità (vedi 4.4 Speciali avvertenze e precauzioni
per l’uso).
In pazienti con grave cirrosi epatica la Cmax ela
AUC di bupropione erano aumentate in maniera sostanziale
(differenze medie rispettivamente di circa il 70% e 3 volte
superiori) e più variabili se confrontate con i valori
riscontrati nei volontari sani; anche l’emivita media di
eliminazione era prolungata (di circa il 40%). Per
l’idrossibupropione, la Cmax media era inferiore
(di circa il 70%), la AUC media tendeva ad essere aumentata (di
circa il 30%), la Tmax mediana era ritardata (di circa
20 ore) e le emivite medie di eliminazione erano prolungate (di
circa 4 volte), rispetto ai volontari sani. Per il
treoidrobupropione e l’eritroidrobupropione, la
Cmax media tendeva ad essere inferiore (di circa il
30%), la AUC media tendeva ad essere più elevata (di circa
il 50%), la Tmax mediana era ritardata (di circa 20
ore), e l’emivita media di eliminazione era prolungata (di
circa 2 volte) rispetto ai volontari sani (vedi 4.3
Controindicazioni).
Pazienti anziani
Gli studi di farmacocinetica in pazienti anziani hanno dato
luogo a risultati variabili. Uno studio per dose singola ha
dimostrato che la farmacocinetica di bupropione e dei suoi
metaboliti nell’anziano non differisce da quella in
pazienti più giovani.
Un altro studio di farmacocinetica, condotto per dose singola
e ripetuta, ha suggerito che nell’anziano si possa
verificare in grado maggiore un accumulo di bupropione e dei suoi
metaboliti.
L’esperienza clinica non ha identificato differenze
nella tollerabilità fra pazienti anziani e giovani, ma non
può essere esclusa una maggiore sensibilità al
farmaco nei pazienti più anziani (vedere 4.4 Speciali
avvertenze e precauzioni per l’uso).
In studi nell’animale, dosi di bupropione di parecchie
volte superiori a quelle terapeutiche nell’uomo hanno
causato, tra gli altri, i seguenti sintomi dose-dipendenti:
atassia e convulsioni nei ratti, debolezza generale, tremori ed
emesi nei cani e aumento della letalità in entrambe le
specie. Poichè esiste una induzione enzimatica
nell’animale ma non nell’uomo, le esposizioni
sistemiche negli animali erano simili alle esposizioni sistemiche
rilevate nell’uomo alla massima dose raccomandata.
Sono state osservate modificazioni a livello epatico negli
studi animali, ma queste riflettono l’azione di induttore
enzimatico epatico del farmaco. Alle dosi raccomandate
nell’uomo, il bupropione non induce il proprio metabolismo.
Questo suggerisce che gli effetti epatici osservati negli studi
in animali da laboratorio hanno solo un’importanza limitata
nella valutazione e nella determinazione del rischio associato
all’uso di bupropione.
I dati di genotossicità indicano che il bupropione
è un debole mutageno batterico, ma non un mutageno per le
cellule di mammifero e pertanto non rappresenta elemento di
preoccupazione come agente genotossico umano. Studi nel topo e
nel ratto confermano l’assenza di cancerogenesi in queste
specie.
Nucleo della compressa
Cellulosa microcristallina
Ipromellosa
Cisteina cloridrato monoidrato
Magnesio stearato
Rivestimento con film
Ipromellosa
Macrogol 400
Titanio biossido (E171)
Cera carnauba (come lucidante)
Inchiostro per la stampa
Ossido di ferro nero (E172)
Ipromellosa
Non pertinente
2 anni
Non conservare al di sopra di 25°C. Conservare nella
confezione originale.
Scatole di cartone contenenti blister Alluminio/Alluminio
formati a freddo (PA-Alu-PVC/Alu).
Confezioni da 30, 40, 50, 60 o 100 compresse. Ciascun blister
contiene 10 compresse.
Nessuna istruzione particolare
GlaxoSmithKline S.p.A. - Verona
30 compresse a rilascio prolungato da 150 mg A.I.C.
034853010/M
40 compresse a rilascio prolungato da 150 mg A.I.C.
034853022/M
50 compresse a rilascio prolungato da 150 mg A.I.C.
034853034/M
60 compresse a rilascio prolungato da 150 mg A.I.C.
034853046/M
100 compresse a rilascio prolungato da 150 mg A.I.C.
034853059/M
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27 luglio 2000
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Dicembre 2001